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Comune Pescara, manca numero legale. Salta ancora la seduta

Foschi (Pdl): «colpevole svista»

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COMUNE PESCARA




PESCARA. Ancora una volta a Pescara è saltato il Consiglio Comunale per il mancato raggiungimento del numero legale.
Minoranza furiosa. La maggioranza che conta 26 consiglieri, non è riuscita a portarne in aula nemmeno 14, per dare il via ai lavori. E dire che all’ordine del giorno c’era da discutere il Conto Consuntivo, ovvero un atto amministrativo di notevole importanza per il Comune, che altri Consigli Comunali come quelli di Montesilvano e Spoltore hanno già deliberato da settimane. Alle ore 09:31 c’erano solo 9 stacanovisti e precisamente: Salvati e Di Biase (Udc); Marinucci e Di Pino (Indipendente); Foschi, Pastore, Arcieri Mastromattei e Sabatini (PdL); Cremonese (Pescara Futura).

«E’ una situazione che con le precedenti amministrazioni non si registrava mai», denunciano i consiglieri del Partito Democratico, «ma che con Mascia è diventata una normalità, che riflette perfettamente l’immagine dell’attuale compagine di governo: superficiale ed irresponsabile. E’ con questa apatia e sciatteria che la Città di Pescara si ritrova opere di nessuna utilità o prive di qualsiasi programmazione e/o studi di impatto che meglio ne avrebbero esaltato l’assurdità (vedi pedonalizzazione di Corso Vittorio o di Piazza Italia ovvero dei tunnel sulla Riviera Sud) ma che appassionano solo qualche maggiorente di questa coalizione capace di condizionare con i propri veti la già debole ed evanescente figura del Sindaco Mascia».

«Chi ha risposto all’appello del presidente», denuncia il capogruppo di Fli, Massimiliano Pignoli, «avrà diritto comunque al gettone di presenza. Io pur essendo presente, ho evitato di rispondere all’appello, in quanto non essendo il quattordicesimo, la presenza non sarebbe stata decisiva per l’apertura del Consiglio Comunale, e dunque non incidendo sulle casse comunale per il gettone di presenza».

E chissà se si riuscirà a portare a termine almeno il Consiglio comunale di venerdì prossimo richiesto dal consigliere comunale di Rifondazione Comunista, insieme agli altri consiglieri dell'opposizione, per esprimere la solidarietà alla Scuola “11 febbraio 1944" - Istituto Comprensivo Pescara 7 oggetto di una polemica da parte del Sindaco Luigi Albore Mascia.

FOSCHI: «COLPEVOLE SVISTA»
«E’ stata una colpevole svista a determinare  il mancato svolgimento della seduta del Consiglio comunale di Pescara», spiega il capogruppo del Pdl Armando Foschi: «abituata ad arrivare in aula con l’intervallo dell’ora accademica, la maggior parte dei consiglieri oggi non si è accorta che la seduta era stata convocata in prima battuta alle 8.30, anziché all’ora canonica delle 9, dunque quando alle 9.29 ho personalmente fatto il secondo appello, come previsto nello Statuto, si sono trovati spiazzati, ossia ancora sorpresi in auto mentre raggiungevano il palazzo comunale, e la seduta, con la presenza di soli 11 consiglieri, tutti di maggioranza, non ha avuto il numero legale necessario per aprire i lavori. Fa invece sorridere la reprimenda giunta dal consigliere Pignoli contro il mancato svolgimento della seduta: neanche il consigliere Pignoli, infatti, era in Comune, e prova ne è che non si è accorto neanche che l’appello non lo ha fatto il presidente del Consiglio De Camillis, assente dall’aula, ma l’ho fatto io in qualità di consigliere anziano».
FOSCHI: «COLPEVOLE SVISTA»

«E’ stata una colpevole svista a determinare  il mancato svolgimento della seduta del Consiglio comunale di Pescara», spiega il capogruppo del Pdl Armando Foschi: «abituata ad arrivare in aula con l’intervallo dell’ora accademica, la maggior parte dei consiglieri oggi non si è accorta che la seduta era stata convocata in prima battuta alle 8.30, anziché all’ora canonica delle 9, dunque quando alle 9.29 ho personalmente fatto il secondo appello, come previsto nello Statuto, si sono trovati spiazzati, ossia ancora sorpresi in auto mentre raggiungevano il palazzo comunale, e la seduta, con la presenza di soli 11 consiglieri, tutti di maggioranza, non ha avuto il numero legale necessario per aprire i lavori. Fa invece sorridere la reprimenda giunta dal consigliere Pignoli contro il mancato svolgimento della seduta: neanche il consigliere Pignoli, infatti, era in Comune, e prova ne è che non si è accorto neanche che l’appello non lo ha fatto il presidente del Consiglio De Camillis, assente dall’aula, ma l’ho fatto io in qualità di consigliere anziano».