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Chieti, approvato rendiconto finanziario. Di Primio salvo

«Noi forti e responsabili, centrosinistra allo sbando»

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Umberto Di Primio





CHIETI. Approvato il rendiconto di gestione finanziario del Comune e delle aziende partecipate.
La maggioranza Di Primio regge, nonostante i dubbi della vigilia. Soddisfatto il sindaco: «la presenza compatta di tutto il centrodestra e l’assenza di tutta la minoranza, rimasta in Assise Comunale con soli tre consiglieri, la dice lunga su quale sia il reale stato di salute della politica teatina».
Per il primo cittadino la maggioranza «è responsabile, forte, vigorosa» e «ha saputo rispondere al mio appello quando c’è stato bisogno». Il centrosinistra, invece, «è allo sbando, parolaio, che non fa altro che rinchiudersi dietro uno sterile populismo perché incapace di pensare e di dare contributi».

Per il dibattito animato del Consiglio Comunale di giovedì notte, Di Primio ringrazia tutti i consiglieri di maggioranza: «sono stati presenti fino all’alba così come i soli tre consiglieri di minoranza che, non abbandonando l’aula, non solo hanno onorato il proprio mandato, ma hanno anche offerto maggiore senso e spessore alla seduta di Consiglio Comunale dedicata ai bilanci consuntivi».

Adesso la giunta guarda avanti: «ci sono obiettivi ancora più importanti da affrontare», spiega il sindaco: «gli appuntamenti consiliari per la discussione delle delibere di carattere urbanistico, la stesura del bilancio preventivo, la risoluzione del problema delle entrate e la forte lotta all’evasione e il recupero di quei fondi necessari per prestare servizi».
Già da alcune settimane Di Primio ha dato mandato all’assessore alle Finanze, Roberto Melideo, così come all’Azienda Teateservizi, di elaborare una nuova struttura delle entrate dell’Ente che preveda delle agevolazioni per le famiglie, delle agevolazioni per le imprese, la possibilità di sviluppare politiche di rilancio e di crescita delle economie ma che al tempo stesso sia capace di supportare una politica tesa sì ad incassare il più possibile ma con una ripartizione più equa della captazione dei fondi.