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Abruzzo/Rifiuti, «sveltina» di 2 mln. Del Corvo contro i sindaci: «bugiardi». E loro: «tergiversa»

E’ ancora infuocata la polemica tra il presidente della Provincia e 12 primi cittadini

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Abruzzo/Rifiuti, «sveltina» di 2 mln. Del Corvo contro i sindaci: «bugiardi». E loro: «tergiversa»




AQUILA. Distratti, bugiardi e campanilisti.
Così il presidente della Provincia de L’Aquila, Antonio Del Corvo, replica ai 12 sindaci (L’Aquila, di Tagliacozzo, Capistrello, Luco dei Marsi, Civitella Roveto, Sante Marie, Balsorano, Canistro, Castellafiume, Civita d’Antino, Morino e San Vincenzo Valle Roveto) che ieri avevano chiesto spiegazioni sul dirottamento di 2 milioni di euro
dal centro di compostaggio dei rifiuti della società pubblica Segen agli impianti delle ditte Aciam e Cogesa.
Del Corvo fa notare che gli amministratori che protestano sono «solo 12»: «questa è una vittoria della democrazia», dice, «altri 96 sindaci della provincia dell’Aquila condividono».
Per lui le contestazioni «travisano la verità» e quelli che hanno alzato la voce «omettono di dire che le società individuate dalla Regione Abruzzo (sono fondi regionali – FAS – e non fondi provinciali) sono società autorizzate dalla stessa Regione al trattamento dei rifiuti comunali e nel caso della Provincia dell’Aquila non ce ne sono di società private, non so per le altre Province».
«Distrazione», anche del vice presidente del Consiglio Regionale, Giovanni D’Amico: «ha i documenti, tra i quali lo stesso accordo, ma confonde, quest’ultimo, quale accordo di programma ex art. 34 della Legge n. 267. Quello firmata, invece è un’intesa istituzionale che la Regione stipula con le quattro Province e viene resa esecutiva dalla Giunta Regionale, essendo fondi regionali e non provinciali».
Per Del Corvo «i sindaci, che dovrebbero essere prima amministratori e poi “politici”, omettono di ricordare è il principio di autosufficienza del territorio, sancito da una specifica legge regionale. Gli impianti esistenti sono più che sufficienti a trattare il quantitativo prodotto nella nostra provincia. Se la Segen vuole trattare rifiuti di altre regioni, non deve rivolgersi alla Provincia, bensì al Consiglio Regionale d’Abruzzo per la modifica della legge, in caso contrario anche se riuscissero a finanziare l’impianto, lo stesso non potrà essere autorizzato dalla Regione».
Il presidente della Provincia lancia poi un invito: «se la volontà dell’azione politica è quella di abbassare i costi di trattamento – visto i notevoli costi aziendali fissi del settore – sindaci di buona volontà, mettete da parte i campanilismi e le appartenenze politiche ed avviate la fusione tra le quattro società esistenti sul territorio provinciale».


CONTINUA A TERGIVERSARE
«Del Corvo non fa altro che tergiversare», commenta il consigliere provinciale e sindaco di Sante Marie, Lorenzo Berardintti, «ma non ha ancora spiegato perché con una manovra improvvisa ha dirottato i fondi
assegnati all'impianto Segen, totalmente pubblico, a due società costituite anche da soggetti privati; da un impianto in cui i comuni pagano una tariffa più bassa a impianti in cui i cittadini dovranno pagare di più. Questo Del Corvo non lo ha spiegato».
«Falso è il presidente Corvo», afferma Berardinetti, «e non i sindaci. Nell'incontro ad Avezzano di alcuni giorni fa Del Corvo sembrava caduto dalle nuvole. Si era impegnato a sentire l'assessore Di Dalmazio e il dirigente della regione Gerardini per trovare la soluzione all'anomala sveltina che la stessa Provincia aveva causato, reinserendo l'impianto pubblico della Segen tra i finanziati dei fondi Fas, come aveva previsto la Regione nell'accordo di programma del 7 marzo 2013. Del Corvo nasconde la verità quando fa finta di non sapere che all'interno di Cogesa e di Aciam (le società finanziate, ci sono privati che fanno parte della
società, a differenza di Segen che è tutta pubblica e ha tariffe più basse (1.20 di Segen contro 1.63 di Aciam). Per interessi che ancora non conosciamo, si vuole penalizzare i cittadini costringendoli a
pagare di più. Su questo Del Corvo non risponde».
«Non si capisce come mai», afferma Berardinetti, «l'Assessore all'Ambiente della Provincia ha sottoscritto il piano il 7 marzo e poi, due mesi dopo, il presidente Del Corvo lo cambia. Qualcosa non quadra. Del Corvo, nel tentativo di spostare l'attenzione su altro, afferma che Segen Deve ricevere rifiuti da fuori Regione. E? una fantasia strumentale di Del Corvo che tenta di arrampicarsi sugli specchi. Poi invita i sindaci a
promuovere la fusione delle società per risparmiare. Ma a quanto pare è lui il presidente della Provincia e non ha mai fatto nulla per ottenere questo risultato. CI sono stati anche incontri interlocutori e lui non si è mai presentato. Piuttosto risponda alle richieste dei sindaci e ci spieghi cosa c'è dietro questa decisione che va contro i nostri comuni e di certo non andrà a favore delle tasche dei nostri cittadini costretti in tal modo a pagare di più».