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L’Aquila, Liris a Cialente: «se non vuole restare solo non si isoli»

«Il tricolore ci unisce»

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L’Aquila, Liris a Cialente: «se non vuole restare solo non si isoli»

L’Aquila, Liris a Cialente: «se non vuole restare solo non si isoli»
«Il tricolore ci unisce»
Popolo delle Libertà, L’Aquila, Massimo Cialente, Guido Quintino Liris
L’AQUILA. «Se non vuoi restare solo, non devi isolarti. Il Tricolore ci unisce».
Questo scrive l’assessore provinciale e capogruppo Pdl Guido Quintino Liris in una nota rivolta al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.
Secondo lui in questi 4 anni le scelte strategiche operate autonomamente dal primo cittadino lo avrebbero penalizzato nei rapporti personali e politico-amministrativi a tutti i livelli, a discapito della città dell’Aquila e di tutto il Cratere. 
«Se è vero quanto sostiene il sindaco, e cioè che l’Aquila è invisa e mal sopportata dal Governo, dal Ministero dell’Economia, ed ora anche dal Prefetto», spiega Liris, «probabilmente è necessario al più presto un cambio di rotta e certamente una immediata rimodulazione della strategia. Qui è in ballo il futuro nostro e delle generazioni che ci seguiranno».
Per Liris, in pratica, «quando per 4 anni si spara a zero contro tutto e contro tutti, quando si individuano capri espiatori ad horas, quando si attribuiscono colpe e responsabilità dei mali dell’Aquila prima a Berlusconi, poi a Bertolaso, poi a Tremonti, poi a Chiodi, poi a Fontana, poi a Del Corvo, quindi alla pigrizia dei Sindaci del Cratere, poi alla non-collaborazione del Centro-Destra aquilano e ora anche al Prefetto Alecci, immancabilmente si finisce per rimanere soli ed isolati rispetto alle sfide importanti ed epocali cui siamo chiamati a confrontarci. Talvolta un percorso di autocritica sarebbe auspicabile, nonché benefico».
Per questo l’assessore provinciale invita il sindaco ad ammettere che così non ha funzionato, ad alzare l’asticella del confronto politico ed istituzionale, a ricucire i rapporti con Amministrazione Regionale e Provinciale, a concordare con tutti gli altri Sindaci del Cratere le linee strategiche di protesta e di proposta, a condividere e discutere con tutto il Consiglio Comunale le manifestazioni eclatanti di insofferenza e di difficoltà. 
«L’alternativa a tutto ciò», fa notare Liris, «è l’essere ricordato come il sindaco che ha fallito il suo appuntamento più importante con la storia della nostra città».
Per il capogruppo del Pdl Cialente «non dovrebbe mai  dimenticare che quando compie delle scelte, quando “sfida” il Prefetto o il Governo, non opera a titolo personale, ma rappresenta tutta la città, rappresenta le categorie produttive, i giovani e gli anziani, i disoccupati e i tanti nuovi poveri: tutti questi chiedono che dal nostro Territorio si alzi una sola forte unanime voce, che la classe dirigente aquilana, unita, percorra per quanto possibile i canali istituzionali del confronto. Essere uniti significa dare maggior forza alle richieste e meno alibi agli interlocutori».

L’AQUILA. «Se non vuoi restare solo, non devi isolarti. Il Tricolore ci unisce».

Questo scrive l’assessore provinciale e capogruppo Pdl Guido Quintino Liris in una nota rivolta al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.Secondo lui in questi 4 anni le scelte strategiche operate autonomamente dal primo cittadino lo avrebbero penalizzato nei rapporti personali e politico-amministrativi a tutti i livelli, a discapito della città dell’Aquila e di tutto il Cratere. «Se è vero quanto sostiene il sindaco, e cioè che l’Aquila è invisa e mal sopportata dal Governo, dal Ministero dell’Economia, ed ora anche dal Prefetto», spiega Liris, «probabilmente è necessario al più presto un cambio di rotta e certamente una immediata rimodulazione della strategia. Qui è in ballo il futuro nostro e delle generazioni che ci seguiranno».Per Liris, in pratica, «quando per 4 anni si spara a zero contro tutto e contro tutti, quando si individuano capri espiatori ad horas, quando si attribuiscono colpe e responsabilità dei mali dell’Aquila prima a Berlusconi, poi a Bertolaso, poi a Tremonti, poi a Chiodi, poi a Fontana, poi a Del Corvo, quindi alla pigrizia dei Sindaci del Cratere, poi alla non-collaborazione del Centro-Destra aquilano e ora anche al Prefetto Alecci, immancabilmente si finisce per rimanere soli ed isolati rispetto alle sfide importanti ed epocali cui siamo chiamati a confrontarci. Talvolta un percorso di autocritica sarebbe auspicabile, nonché benefico».Per questo l’assessore provinciale invita il sindaco ad ammettere che così non ha funzionato, ad alzare l’asticella del confronto politico ed istituzionale, a ricucire i rapporti con Amministrazione Regionale e Provinciale, a concordare con tutti gli altri Sindaci del Cratere le linee strategiche di protesta e di proposta, a condividere e discutere con tutto il Consiglio Comunale le manifestazioni eclatanti di insofferenza e di difficoltà. «L’alternativa a tutto ciò», fa notare Liris, «è l’essere ricordato come il sindaco che ha fallito il suo appuntamento più importante con la storia della nostra città».
Per il capogruppo del Pdl Cialente «non dovrebbe mai  dimenticare che quando compie delle scelte, quando “sfida” il Prefetto o il Governo, non opera a titolo personale, ma rappresenta tutta la città, rappresenta le categorie produttive, i giovani e gli anziani, i disoccupati e i tanti nuovi poveri: tutti questi chiedono che dal nostro Territorio si alzi una sola forte unanime voce, che la classe dirigente aquilana, unita, percorra per quanto possibile i canali istituzionali del confronto. Essere uniti significa dare maggior forza alle richieste e meno alibi agli interlocutori».