POLITICA

Tortoreto/ Sindaco e assessori rinunciano all’aumento di stipendio, «lo investiamo nel Sociale»

Quasi 6 mila euro che serviranno per progetti di collaborazione civica

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TORTORETO. Sindaco e giunta rinunciano all’adeguamento delle indennità di carica per destinarle al fondo per il sociale così da assumere lavoratori.
Tra i primi atti a firma del sindaco Generoso Monti poco dopo il suo insediamento, ci fu, nel 2009 quello del taglio delle indennità di carica del 50 per cento. Ora, dall’ultimo censimento, risulta che Tortoreto ha superato i 10mila abitanti (10.543) per cui, all’amministrazione viene assegnato l’adeguamento di stipendio. Alla maggiorazione economica, la giunta ha deciso di rinunciare, assegnando la differenza al plafond stanziato per il sociale, da utilizzare per assumere lavoratori attraverso il progetto di collaborazione civica.
L’indennità di funzione è prevista per legge e che per tale rinuncia e l’eventuale utilizzazione per altri scopi istituzionali si rende necessaria l’adozione di una deliberazione da parte dell’organo interessato, ad unanimità di voti, espressi come per legge.
Nella delibera, dunque, si prendere atto della rinuncia, «per volontà espressa dall’organo esecutivo del Comune di Tortoreto, al compenso dovuto nell’importo annuale accertato di 5.991,15 euro (di cui 5.521,80 euro più 469,35 euro per quota IRAP), quale differenza tra l’importo spettante anno 2013 e quello in godimento al 31.12.2012». Quei soldi andranno investiti nel sociale.
«Siamo stati convinti, fin da subito, nel pieno della congiuntura», spiega il sindaco Generoso Monti, «di rinunciare alle indennità pur previste dalla legge, devolvendole al Sociale per implementare il fondo destinato al progetto della collaborazione civica, attraverso il quale procederemo a bandire un avviso per consentire agli abili al lavoro che abbiano determinati requisiti, di lavorare per il Comune a 300 euro al mese per tre mesi per 72 ore mensili. Un aiuto rivolto a chi vive una condizione di sofferenza economica a fronte di un servizio reso alla collettività. Ma, va aggiunto, che si contribuisce al recupero della dignità di uomo e lavoratore di chi oggi ci chiede una mano».