POLITICA E CEMENTO

Ex Cofa, Pd riparte all’attacco: «è l’operazione più subdola della città»

Fino a 50 mila metri cubi in più edificabili ma assessore smentisce

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Un manifesto "emendato"




PESCARA. Dopo la bocciatura delle scorse settimane si rimette in moto l’iter per il recupero dell’area ex Cofa.
La Regione ha un interesse temporalmente limitato, ossia entro due o tre mesi si dovrà giungere alla definizione del nuovo percorso per la vendita dell'area dell'ex Cofa. Di sicuro l’area non può essere 'regalata' al Comune, ma deve obbligatoriamente essere oggetto di una cessione onerosa, ovvero di vendita per produrre i fondi previsti quale co-investimento dei fondi Fas.
La Camera di Commercio, dopo lo strappo post bocciatura in Consiglio comunale, deve ancora esprimere un parere. Intanto il Partito Democratico, che nel primo round ha giocato un ruolo determinante, facendo deragliare di fatto l’accordo di programma firmato da Comune, Regione e Camera di Commercio, è tornato all’attacco. A causa delle nuove norme del Decreto Sviluppo sull’area, denuncia il partito all’opposizione, si potrebbe arrivare infatti fino a 50 mila metri cubi consessi al privato in più per l’edificazione rispetto a quanto previsto dal Prg. Si passerebbe infatti da 29.925 a 79.980 metri cubi
I consiglieri del Partito Democratico Enzo Del Vecchio, Camillo D’Angelo e Moreno Di Pietrantonio parlano di «aumento sconcertante e sconsiderato che sono l’esatto contrario della pianificazione dell’amministrazione comunale» e attaccano il sindaco Mascia che li aveva accusati di aver commesso un delitto.
«Quale è», domandano gli esponenti dell’opposizione, «la reale valutazione economica di quei terreni in presenza di quella potenzialità edificatoria che scaturisce dalla nuova legislazione nazionale e regionale che risulta quasi triplicata? Nel caso di monetizzazione degli standard da parte del privato come si potrà determinare il valore del corrispettivo considerato che la legge regionale espressamente prevede che questo sia “… una somma commisurata al costo di acquisizione di altre aree equivalenti per estensione e comparabili per ubicazione e destinazione a quelle per le quali sussiste l’obbligo di cessione”?»
«Ancora una volta», denunciano i consiglieri, «un anacronistico centralismo autoritario della Regione Abruzzo, unica nel panorama regionalistico italiano, ha prodotto la peggiore norma che l’Abruzzo ricordi in tema di urbanistica per la quale norma si chiederà, ad ogni consigliere regionale e di qualsiasi appartenenza politica, l’immediata revisione».

L’ASSESSORE: «ASSURDITA’ CHE SMENTISCO IN MANIERA CATEGORICA»

«Sulle aree dell’ex Cofa e del Piano Particolareggiato 2 non sarà accordata alcuna premialità volumetrica sulla base del contenuto della legge regionale del Decreto Sviluppo», spiega l’assessore alla Gestione del Territorio Marcello Antonelli, «perché l’amministrazione comunale ha già deciso di escludere tali superfici da tali possibilità e soprattutto l’ho già detto anche al Pd sino all’incontro avuto ieri sera, incontri convocati proprio per redigere insieme, in maniera concertata, la delibera sul Decreto Sviluppo che riguarda tutto il nostro territorio. Dunque non comprendo il contenuto della conferenza stampa odierna del Pd che avrebbe alluso alla possibilità di dirottare sull’ex Cofa altri 50mila metri cubi di cemento, un’assurdità che smentisco in maniera categorica, e piuttosto vorrei capire cosa c’è dietro tale sortita».

Antonelli spiega inoltre che la proposta della maggioranza di governo del centrodestra è di escludere i Piani Attuativi di iniziativa pubblica, dunque anche i Piani particolareggiati, compreso il 2, dagli ambiti di intervento delle premialità previste dalla legge regionale.