FONDI PUBBLICI

Abruzzo/Tagli al sociale, sindaci protestano. «Di Primio grande assente»

Di Paolo contro primo cittadino: «indifferente al dramma»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1554

Umberto Di Primio

Umberto Di Primio




CHIETI. Alla manifestazione dei sindaci tenutasi lunedì davanti alla sede di Pescara del Consiglio Regionale per protestare contro i tagli al sociale approntati dalla giunta Chiodi c’è stato «un assente illustre».
Così lo chiama il segretario politico di Giustizia Sociale, Bruno Di Paolo, riferendosi al primo cittadino di Chieti, Umberto Di Primio.
Tra i due, da mesi ormai, il rapporto è incrinato. A novembre il sindaco ha cacciato dalla sua giunta Di Paolo (disse: «chiedo scusa ai cittadini, dovevo farlo prima») e nelle settimane successive non sono mancati attacchi feroci da entrambe le parti.
Oggi Di Paolo sottolinea quell’assenza «ingiustificata» di lunedì scorso quando tra i tanti sindaci presenti spiccava l’assenza di Di Primio e parla di «una grave mancanza di sensibilità di fronte alla sforbiciata con cui sono stati ulteriormente erose le già insufficienti risorse da devolvere ai servizi socio assistenziali».
«Non si tratta di un taglio che può passare in secondo piano», va avanti il segretario di Giustizia Sociale, «si tratta di una diminuzione dei fondi drastica rispetto al dato dell’anno precedente, di fronte a cui non si può tacere».
In molti comuni grandi e piccoli il rischio concreto è che non si possa più assicurare con continuità la fornitura di servizi essenziali ai cittadini: dagli scuolabus all’apertura degli uffici comunali fino ai nidi d’infanzia, solo per fare qualche esempio.
Servizi che in una fase di recessione economica diventano ineludibili per le amministrazioni.
La situazione si aggrava sempre più: sono terribili i numeri forniti dall’ultimo rapporto del Banco Alimentare dell’Abruzzo, nel quale si parla di oltre un milione e mezzo di chili di cibo distribuiti nelle regioni Abruzzo e Molise alle famiglie in difficoltà.


«Uno scenario apocalittico», continua Di Paolo, «da cui la città di Chieti non è esclusa e che anzi ne vede lo stato dell’occupazione ormai davanti ad un autentico dramma. Il sindaco di Chieti evidentemente non ha ritenuto che questo problema sia così grave. La sua presenza avrebbe certamente avuto un peso specifico notevole trattandosi del sindaco di un capoluogo di provincia. Quello del sindaco e dell’assessore Di Matteo di fronte a questi tagli è un silenzio, dunque, di inaudita gravità. Eppure siamo abituati a vedere il nostro primo cittadino sempre in prima fila nelle occasioni di rappresentanza, con fascia tricolore ben in vista alla processione del Venerdì Santo o dovunque vi sia visibilità. Indimenticabile la sua ricerca di una ribalta quando fece lo sciopero della fame più breve della storia, rientrato dopo un paio d’ore quando rispose “obbedisco” ai suoi vertici romani e abruzzesi.La manifestazione di ieri, invece, non dava alcuna visibilità ed alcun ritorno d’immagine, ed ecco quindi che il comune di Chieti non è stato rappresentato, come purtroppo accade ogni qual volta si tratta “soltanto” di tutelare le fasce sociali più deboli. Forse non è arrivato il placet dai vertici locali del PdL (leggi Di Stefano-Febbo)? Mi auguro», chiude Di paolo, «che si sia trattato esclusivamente dell’ennesima distrazione di Di Primio, perché in caso contrario da oggi i cittadini più deboli si sentirebbero ancora più indifesi, vedendo crollare, ancora una volta, anche l’appoggio del loro sindaco».