ACQUA E VELENI

Pescara. Pd contro Di Cristoforo (Aca): «l’acqua gli ha dato alla testa»

Continua il botta e risposta

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2029

Pescara. Pd contro Di Cristoforo (Aca): «l’acqua gli ha dato alla testa»

Enzo Del Vecchio

 

 



PESCARA. E’ ancora scontro aperto tra il presidente dell’Aca Ezio Di Cristoforo, e i consiglieri del Partito Democratico.
Nei giorni scorsi Di Cristoforo, ex assessore comunali di Popoli, uomo del Pd, riconfermato per altri 3 anni al vertice dell’azienda pubblica che gestisce il servizio idrico, aveva sferrato un attacco frontale all’ex giunta di Luciano D’Alfonso sostenendo che questa fosse responsabile dei 6 milioni di debiti dell’Aca.
Di Cristoforo aveva chiesto ai consiglieri pescaresi, che oggi si trovano all’opposizione, di « scostare i paraocchi e cominciare ad ammettere che proprio loro facevano parte integrante del governo D’Alfonso che ha creato il contenzioso Aca».
Il presidente Aca, al vertice del cosiddetto ‘partito dell’acqua’ che per anni sarebbe stato gestito da politici vicini al centrosinistra, oggi torna così a scontrarsi con la sua stessa parte politica, evidentemente dilaniata da frizioni interne e scissioni.

Enzo Del Vecchio e Camillo D’Angelo non restano in silenzio ma ripartono all’attacco: «è scientificamente provato che l’acqua non possa ubriacare ma, evidentemente, lo starci troppo vicino deve comportare una alterazione almeno sul piano della memoria e dell’equilibrio nelle dichiarazioni».
Secondo i due, invece di dare spiegazioni sulla fallimentare situazione (al momento c’è in corso un pignoramento conto terzi per 8 milioni di euro) Di Cristoforo lancerebbe «farneticanti accuse verso la passata amministrazione di centrosinistra colpevole di aver provocato questa situazione debitoria dell’ACA (sic!) e di essersi preoccupata solo di aiuole e marciapiedi».


I due consiglieri ricordano che dopo appena 18 mesi dall’insediamento della Giunta D’Alfonso, il Comune di Pescara «si vide costretto, a seguito di sentenza del Tar su ricorso proposto dall’Ato di Pescara, a conferire le reti e tutto il servizio idrico allo stesso Ato e per esso all’Aca che materialmente è preposta alla sua gestione; conferimento concluso con la determina dirigenziale n. BR 371 del 18.12.2004».
«Di tutto quanto stabilito e sottoscritto con l’atto di convenzione nulla è stato rispettato da parte dell’ACA», insistono oggi Del Vecchio e D’Amico, per queste ragioni la Giunta D’Alfonso in data 11.12.2008 con la deliberazione n. 1293 autorizzava la proposizione di una azione giudiziaria per il recupero delle somme dovute dall’ACA e che solo oggi è giunta a conclusione con l’atto definitivo di pignoramento».

La non condivisione della gestione dell’ACA da parte del Comune di Pescara con l’amministrazione di centrosinistra «non può essere messa in dubbio da alcuno», continuano i due consiglieri, «e ne sono testimonianza il voto contrario in Assemblea sia da parte del consigliere delegato Del Vecchio sia dal Vice Sindaco D’Angelo».
«Una libera scelta del Comune di Pescara, e non solo, che non è stata condivisa dalla maggioranza dei sindaci rappresentati in Assemblea che in altrettanta libertà hanno scelto i vertici di questa Azienda. Vertici da noi ritenuti assolutamente non adeguati per la governance dell’ACA per la cui sostituzione abbiamo assunto unanime decisione in Consiglio comunale per affidarne la responsabilità a professionalità con comprovata esperienza e visione manageriale».