CASACCHE E PATACCHE

Spoltore, Di Lorito passa al Pd ma non risponde sui misteri dell’Arca

Il Pdl ricorre al prefetto

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la giunta Di Lorito

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SPOLTORE. Non è “l’Arca dell’Alleanza” ma si trascina con sé moltissimi dubbi lo stesso. Così la tensione si alza ulteriormente a Spoltore dove da mesi il Pdl attende risposte che non arrivano sull’accordo di Programma mai portato a termine dal privato.
Intanto il primo cittadino oggi annuncia il suo passaggio al Partito Democratico lasciando l’Idv, forza con la quale si era presentato alle ultime amministrative.
 
«Da un’attenta riflessione scaturita dopo aver analizzato i risultati  delle ultime elezioni politiche, ho maturato l’idea di entrare a far  parte del Partito Democratico», ha detto oggi Di Lorito, «difficile negare l’ascesa del Movimento  Cinque Stelle che ha di fatto annientato i piccoli gruppi politici. L’esito di questa tornata elettorale ha stravolto gli scenari della  politica nazionale e locale. Terminata l’esperienza dell’Italia dei  Valori, credo che per fronteggiare l’incertezza del presente e del futuro sia necessario puntare su un grande partito, appartenente a  un’area di centrosinistra, che si possa ricollegare alle forze democratiche dell’Europa. Il mio ingresso nel Pd è favorito dal dibattito sui temi della ripresa economica e della rinascita del Paese, sul valore del lavoro e della dignità dei lavoratori, contro ogni forma di populismo».
Di Lorito  guarda a Renzi e annuncia che nel Pd il sindaco si è portato dietro anche tutti i consiglieri comunali eletti
Fin qui la politica stretta che forse poco interessa ai cittadini visto che il primo cittadino ed i consiglieri hanno solo cambiato casacca e chi li apprezzava prima probabilmente continuerà ad apprezzarli ora.


C’è però un aspetto amministrativo che tiene banco da mesi e che non può essere annoverato esattamente come un “buon esempio di amministrazione”, fin dall’inizio di questa storia.
L’accordo di programma con l’Arca si è rivelato un buco nero sul quale il Comune negli anni passati non ha vigilato.
Il paradosso è che a distanza di dieci anni è stata la consigliera Marina Febo (Pdl) a richiedere gli atti e a studiarsi le carte scoprendo quanto nessun consigliere prima di lei aveva avuto la briga di cercare.
Dopo le denunce e le interrogazioni tuttavia il Comune non risponde. Il silenzio in questo caso non è d’oro ma scatena ulteriori conseguenze.
«Dopo aver atteso inutilmente le risposte alla mia interrogazione presentata il 31 ottobre scorso in Consiglio comunale e a tre richieste di accesso di inizio febbraio, siamo stati costretti a diffidare l'amministrazione e a richiedere formalmente, con gli altri colleghi consiglieri di opposizione, l'intervento del Prefetto di Pescara», dice Marina Febo, capogruppo Pdl.


«La vicenda dell'Arca sembra non riuscire a trovare soluzione», dice, «dopo aver fatto convocare un consiglio straordinario aperto il 28 agosto scorso, dopo aver presentato una serie di interrogazioni, il 31 ottobre 2012 la capogruppo PDL aveva informato il Consiglio comunale del fallimento nel 2005 della società L'Intercontinentale SpA che aveva rilasciato una polizza fideiussoria all'Arca Srl, a garanzia - valida fino al 2011 - delle opere da realizzare in virtù della convenzione con il Comune di Spoltore e aveva richiesto, con diritti di accesso successivi, una serie di chiarimenti relativi ad altri aspetti problematici della vicenda, come la ripartizione delle competenze all'interno del comune e il collaudo definivo delle opere».
«L'imbarazzante silenzio dell'amministrazione», continua la Febo, «sta diventando sempre più problematico. Oltre alla reiterata violazione della legge, che imporrebbe all'ente una risposta entro 30 giorni alle interrogazioni e ai diritti di accesso presentate dai consiglieri, siamo di fronte a ostacoli che non consentono da un lato la necessaria chiarezza circa aspetti potenzialmente dannosi per il Comune e dall'altro l'esercizio regolare del nostro mandato elettorale».
«Sono sempre stata convinta che una buona politica debba essere in grado di trovare le soluzioni ai problemi, senza dover ricorrere ad altri organi esterni, amministrativi o giudiziari che siano».

DILIGENTI: «IL SINDACO SI DIMETTA»
«Dopo aver sfruttato il simbolo di moda (Idv), dopo aver potuto usufruire di 32 candidature spalmate su due liste “porta acqua”, dopo aver nominato una Giunta caduta dal “cielo”, poiché non rappresentativa del voto popolare considerando, tra le tante cose, che l’Udc ha preso solo 200 voti, non esprimendo neanche un Consigliere ma esprimendo, per volere degli accordi dei partiti, un assessore non legittimato dal popolo, si presenta un’altra non-novità», commenta il capogruppo si Spoltore Futura, Rialzati Abruzzo, Edoardo Diligenti.
«Il sindaco, invece di pensare almeno a un rimpasto per dare slancio all’azione amministrativa (prendendo spunto dall’ex collega di partito Di Mattia) pensa a cambiare partito, infischiandosene completamente dell’espressione popolare manifestata a maggio 2012. Personalmente stimo Renzi quando parla di rottamazione e di nuova politica ma il dubbio da proporre ai cittadini, nonché al diretto interessato, è più che legittimo; che questa mossa sia stata dettata dagli stessi vecchi capi che hanno determinato i vari passaggi di casacca, che hanno vietato l’appoggio a Renzi alle primarie, che hanno sulla coscienza il disastro amministrativo che viviamo e che oggi, di fronte alla continua ascesa del Sindaco di Firenze, tentano di mandare “Cavalli di Troia” per riempire quegli spazi e per controllare le acque che si presentano inquinate per le vecchie dirigenze?»
«Il sindaco», continua Diligenti, «ha la responsabilità del Governo cittadino e ha il dovere di riferire in Consiglio Comunale; ha l’obbligo di mettersi una mano sulla coscienza e di dimettersi per ridare ai cittadini la possibilità di scegliere le sorti di questo “povero comune” in base ai nuovi assetti. Un comune in balia di beghe di partito, di problemi vecchi e nuovi, dei personalismi e in balia del volere di qualche vecchio politico che non vuole andare in pensione».