SANITA'

Lanciano, disservizi assistenza domiciliare, D’Ortona: «intervenga Chiodi»

«Chi ha la responsabilità del servizio pagasse per la palese inefficienza a danno degli utenti»

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Lanciano, disservizi assistenza domiciliare, D’Ortona: «intervenga Chiodi»

Manlio D'Ortona





LANCIANO. «Chi ha responsabilità dirigenziali di un servizio così delicato non può esercitare la sua funzione solo in termini gestionali ed economici, senza approfondire i singoli casi, anche se agisce all'interno di un contesto giuridico e di legalità».

Manlio D’Ortona, consigliere di opposizione del Consiglio comunale di Lanciano, interviene in merito ai numerosi disservizi che stanno colpendo i cittadini, ai quali è stata sospesa l’assistenza domiciliare integrata (Adi), con le inevitabili conseguenze e disagi.
«Dalle informazioni assunte parlando con gli utenti – sottolinea D’Ortona - che mi hanno contattato per chiedermi un aiuto (nei limiti del mio ruolo di consigliere comunale) sono emerse numerose criticità».
Primo: l'interruzione del servizio sanitario è stata fatta all'improvviso e senza distinguere le specificità dei singoli casi per gravità e tipologia.
Secondo: l'utente non è stato avvisato da nessuna comunicazione scritta ed è stato informato solo a interruzione del servizio avvenuta.
Terzo: non sono state fatte valutazioni a domicilio per un esame specifico e dettagliato dei singoli casi.
«Se é vero che il paziente è al centro del servizio e dell’attenzione del sistema sanitario – rimarca D’Ortona - occorreva entrare nelle specificità dei casi e operare scelte graduate e differenziate nel tempo. Invece, ci si è limitati a considerare la situazione in generale, e le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti».
Per D’Ortona, dunque, i problemi riscontrati a Lanciano devono essere affrontati e risolti nel più breve tempo possibile. In particolare, occorre individuare precise responsabilità e prendere provvedimenti nei confronti di quei comportamenti che hanno prodotto disagi e disservizi ai cittadini.
Per questo, l’esponente di opposizione ha investito della vicenda anche il presidente della Regione: «Ho parlato con il presidente Gianni Chiodi per chiedergli di attivarsi, con tutti i mezzi che ha, per verificare l'approccio e il metodo messo in atto dal responsabile del servizio, auspicando da parte mia anche provvedimenti disciplinari, qualora ce ne fossero le condizioni, nei confronti di chi ha gestito con così tanti disagi un servizio che può, in alcuni casi, per le scelte operate, aggravare lo stato della malattia».
Per D’Ortona, inoltre, la questione va affrontata al più presto in Consiglio comunale: «Senza atteggiamenti populisti o speculativi – puntualizza il consigliere - che rischiano di farne solo una questione politica e di bandiera, ma per dare il nostro contributo e impulso ad una questione che va sollevata, per capire e restituire, a chi purtroppo oggi ne ha bisogno più di altri, il principio sacrosanto della tutela della salute. Credo che occorra sempre ricordarsi – conclude D’Ortona - che i malati, o chi ha bisogno di assistenza, pur in una logica di coerenza gestionale di efficacia economica, sono persone, prima di essere pazienti».