POLITICA

Montesilvano. Azzeramento giunta Di Mattia, «la città vuole di più: o ci riusciamo o a casa»

La nuova giunta dopo Pasqua. La crisi è profonda. Partiti in subbuglio

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MONTESILVANO. Lunedì cominceranno le consultazioni con i partiti della maggioranza, dopo Pasqua Di Mattia potrebbe nominare la nuova giunta.
Una data precisa non c’è. Il sindaco ha poca voglia di parlare e rilasciare dichiarazioni. Gli assessori defenestrati non li vede da quando ha tolto loro le deleghe. «Non ci sentiamo e se ci incontriamo per sbaglio per strada parliamo di altro».
Da giorni le stanze degli assessori sono vuote. «Se prima lavoravo 14 ore, ora ne lavoro 30», racconta Di Mattia. «Per due settimane le pratiche che la mia giunta stava portando avanti le ho prese io, non c’è problema, non succede niente…».
Il primo cittadino si confronta con i dirigenti, va avanti per la sua strada e aspetta. In Comune lo vedono anche più sereno di qualche giorno fa. «E’ tornato se stesso», raccontano. Da sempre lontano dalle logiche partitiche insiste che la rottura con i suoi è arrivata solo per insoddisfazione su quanto realizzato negli ultimi nove mesi. Ha rotto un metodo, assicura, non ha rotto con delle persone. Ed è per questo (il sindaco non lo dice) che la sensazione è che gran parte della giunta alla fine potrebbe anche essere riconfermata. 


Approccio da azienda privata quella di Di Mattia: chi non lo soddisfa va a casa. Una modalità lontana dagli accordi di partito e che ha creato anche un certo stupore a Palazzo di città, ritrovatosi all’improvviso senza giunta.
Il sindaco ha scompaginato la prassi non annunciando il ritiro delle deleghe ai rappresentanti della coalizione di maggioranza che si sono trovati la crisi sui giornali. Ma da settimane Di Mattia stava lanciando segnali. «Sono ottimista», dice. Chi si salverà? «Nomi non ne faccio, dico solo che si deve cambiare metodo».
Conferma che da tempo si facevano riunioni «per dire che la città voleva di più. L’ho detto talmente tante volte che se uno fosse stato sensibile lo avrebbe capito. Dobbiamo cambiare i metodi», ripete. «La buona politica ha delle priorità, dobbiamo portare a casa i risultati sugli obiettivi strategici che abbiamo promesso alla città. Io vado per strada, mi sento dire ‘Attilio, sei un bravo ragazzo ma abbiamo chiesto di più e non ce lo stai dando’. Io non scarico tutte le colpe sugli assessori, ho fatto una grande autocritica. Io gli obiettivi li ho dati ma magari è successo che spinti da partiti, da cambiamenti di idee personali, non sono stati raggiunti. Ma, ripeto, non è solo colpa degli assessori, è colpa dei partiti, dei consiglieri, del sindaco».
Ma per il futuro c’è ancora margine di manovra? «Io sono fiducioso, è mio dovere portare a termine quello che ho iniziato. Un risultato l’ho già ottenuto, si è creato un coordinamento del Pd che non aveva nemmeno un segretario». 

MARAGNO: «NOON VOGLIO POLTRONE»
Intanto la politica è in fermento e le indiscrezioni sui giornali delineano scenari più o meno fantasiosi. Francesco Maragno, consigliere comunale di minoranza e presidente dell'associazione "Democrazia e libertà" assicura di non essere a caccia di poltrone: «potrà suonare strano ai professionisti della politica delle poltrone ma non siamo mai stati a caccia di posti di governo nella giunta Di Mattia a Montesilvano. Siamo abituati a rispettare il risultato delle urne pertanto chi ha vinto le elezioni ha l'onere di governare e chi perde deve fare opposizione». 

MUSA: «NESSUN GOVERNO DI LARGHE INTESE»
La consigliera Manola Musa ribadisce «con forza l'assoluta estraneità del gruppo consiliare del Pdl a qualsiasi apertura nei confronti del Sindaco Di Mattia per un eventuale governo di larghe intese».  
«Mai», spiega Musa, «abbiamo pensato di poter condividere le scelte scellerate di un governo inesistente e di un sindaco che cerca di nascondere la sua inefficienza colpevolizzando i componenti di una Giunta, che tra l'altro, gli hanno permesso, con i voti, di essere il primo cittadino. Le priorità dovrebbero essere il rilancio dell'economia e del turismo, la definizione delle imposte comunali, l'attenzione alle difficoltà oggettive che le famiglie hanno ad arrivare a fine mese, le manutenzioni ordinarie che sono divenute inesistenti e soprattutto portare a termine le iniziative per il sociale che si stavano definendo in questi mesi.  Basta con proclami di fantomatiche opere pubbliche che non potranno essere finanziate, basta con spot su pensieri e sogni che non sono tecnicamente fattibili, basta con promesse che sistematicamente sono fumo negli occhi dei miei concittadini.Il sentore che il Sindaco debba tornare sui suoi passi e riconfermare la squadra di governo che ha aspramente criticato sarà l'ennesima dimostrazione di fallimento».

CRETAROLA: «SERVIVA IL CONFRONTO»
«Avremmo preferito un più sereno e partecipato confronto in ambito politico per aggiustare il tiro», commenta invece Camillo Cretarola (Pd); «su una azione di governo troppo alle prese fino ad oggi con la gestione di emergenze e comunque affrontata dalla Giunta Municipale con efficacia e spirito di sacrificio generale. Siamo invece preoccupati rispetto a rumors che ne individuano la possibile matrice in rese dei conti di cui non si conosce la natura e che riguarderebbero la liquidazione di rappresentanti eletti dal popolo, pratica eticamente da ripudiare e di cui non v’è traccia dalle nostre parti, nelle amministrazioni di ogni colore, dalla riforma della P.A. ad oggi».

GIROSANTE: «NEMMENO L'OMBRA DI QUANTO PROMESSO»
Evenio Girosante del comitato Renzi per “Tornare a volare”a Montesilvano auspica invece un ritorno alle urne: «Il “rinnovamento” passa per chi non è in grado di governare. Di Mattia doveva dare un sterzata all’economia ed alla qualità della vita di Montesilvano ma ahimè non si è percepita in città questa ripresa economica. L’unica cosa di cui si è occupato di impegnare circa 100.000,00 euro per uno studio di fattibilità per l’insediamento di un impianto per i rifiuti ad una ditta (tale Arrow Bio) probabilmente molto vicina al sindaco in termini di affinità religiosa. Ha cominciato da subito a circondarsi di Consulenti, Dirigenti (chiaramente pagati con soldi dei cittadini) per rilanciare l’urbanistica, i lavori pubblici, turismo, e la qualità della vita, ma francamente di tutto questo neanche l’ombra».

Ma Alexandra Coppola, coordinatrice Regionale per Matteo Renzi prende le distanze da Girosante: «fa le sue dichiarazioni a titolo puramente personale, non mi risulta che siano state prese posizioni nè dai comitati di Montesilvano nè da organismi regionali o nazionali riconducibili a Matteo Renzi relative alla situazione politico-amministrativa di Montesilvano. Siamo in attesa che le azioni del sindaco Di Mattia facciano comprendere i veri motivi per cui ha proceduto all'azzeramento della giunta. Per tanto qualora questa azione dovesse tendere al rilancio di una politica che miri al taglio degli preghi e privilegi, oltre che ad una rapida e buona azione  per il buon governo della città di Montesilvano, saremo pronti a sostenerla  altrimenti saremo noi i primi a contrastare l'operato dell' attuale governo della città di Montesilvano».

E anche Paola Talanca prende le distanze da Girosante: «ci tengo a dire che le consultazioni con le forze di maggioranza inizieranno lunedì prossimo e che il sottoscritto, in quanto unico sostenitore di Matteo Renzi alle Primarie tra gli amministratori comunali del PD, non è minimamente appresentato dalle parole di Evenio Girosante. Il sindaco Di Mattia ha fin troppo chiaro il ruolo indispensabile del PD all'interno della maggioranza e sa che abbiamo le tre deleghe più importanti, affidate alle persone migliori - D'Ignazio, Fidanza e Chiulli - per competenza politico-amministrativa e rappresentanza democratica del voto delle urne. La linea nazionale di Renzi è fin troppo chiara e di altissima responsabilità istituzionale e "di scuderia"».

Alessandra Lotti