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Comune Pescara, «casse vuote, l’ombra del default»

Pd chiede chiarimenti in commissione consiliare

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Il sindaco Mascia

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PESCARA. Qual è la reale condizioni delle casse comunali?
I consiglieri comunali del Pd Camillo D’Angelo, Enzo Del Vecchio e Gianluca Fusilli, vogliono sentirselo spiegare dall’assessore e dai dirigenti competenti oltre che dal Collegio dei Revisori dei Conti, che saranno probabilmente convocati a breve in Commissione consiliare.
Gli esponenti di minoranza vogliono che tutti conoscano «le reali dimensioni della situazione economico-finanziaria dell’ente».
I rumors che circolavano nei corridoi del Comune, riferiscono Del Vecchio, D’Angelo e Fusilli, avrebbero trovato una prima parziale conferma nei dati raccolti in queste ore e che evidenziano una cassa ferma intorno ai 4,5 milioni di euro, dei quali la metà impegnati per gli stipendi del mese di marzo, e la restante parte «assolutamente insufficiente» per far fronte agli oltre 20 milioni di euro di mandati sospesi presso gli Uffici di Ragioneria.


«Le cose, purtroppo, non andranno meglio nei prossimi mesi», ipotizzano gli esponenti della minoranza, «e, a meno di imprevedibili e cospicue entrate di cui non vi è notizia, non è da escludere il ricorso ad una anticipazione di cassa visto che anche le risorse vincolate per investimenti sono state in parte già utilizzate».
A questo si aggiungono le incertezze da parte del Governo nazionale riguardo alla definizione della Tares e dell’Imu, che hanno praticamente imbalsamato i bilanci comunali, ma anche quella che il Pd definisce «folle immaginazione» del Governo Mascia: «dopo quattro anni di letargo, immaginano di dar corso ad una serie infinita di interventi nel settore dei lavori pubblici o nella copertura di posti in pianta organica, soprattutto di fascia dirigenziale, senza una presa di coscienza consapevole della necessità di un cambio di marcia che l’ente deve assolutamente intraprendere. Immaginare di bissare anche per quest’anno una imposizione fiscale nella misura di quella fatta nel 2012 con l’IMU sapendo che l’introduzione della TARES già comporterà per i cittadini un aumento per tale tributo stimato mediamente tra il 30% ed il 40%, rispetto a quello sostenuto con la TARSU, rappresenterebbe il colpo finale ad una società economica e sociale già stremata da una crisi generale che non accenna a diminuire».