Ddl Fascismo, Schifani «esterrefatto» spera nel ritiro

Alessandro Biancardi

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Ddl Fascismo, Schifani «esterrefatto» spera nel ritiro
ABRUZZO. Sta creando scalpore il ddl presentato da alcuni senatori e formalizzato lo scorso 29 marzo con il quale si chiede l’abolizione del divieto di rifondare il partito fascista.

Secondo i firmatari, tra i quali l'abruzzese Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore regionale del Pdl, e gli altri senatori – Cristiano De Eccher (Pdl), Egidio Digilio (Misto – Futuro e libertà per l’Italia), Francesco Bevilacqua (Pdl) e Achille Totaro (Pdl) - quella norma adesso è anacronistica e non ha più senso, e va chiudi abrogata.

Ma l'iniziativa avrebbe lasciato «esterrefatto» il presidente del Senato, Renato Schifani, che al momento non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali ma che avrebbe esternato ai suoi collaboratori la sorpresa per quanto scoperto probabilmente dai giornali.

Il presidente del Senato, «pur nel rispetto delle loro prerogative costituzionali», avrebbe auspicato che i firmatari della proposta possano rivedere la loro iniziativa.

Ma le reazioni in queste ultime ore sono state tante. Per Maurizio Viroli, docente di teoria politica all’Università di Princeton che ha un blog sul fattoquotidiano.it «sull'antifascismo non si tratta» e l'niziativa dei senatori sarebbe «niente di più di un’ulteriore prova dell’ignoranza dei parlamentari della maggioranza di governo, se non fosse immorale e pericolosa».

«Gli sconsiderati senatori», continua Viroli, «sostengono infatti che la disposizione in questione è transitoria e dunque, dopo 65 anni, può essere allegramente abbandonata. Anche chi conosce soltanto i primi rudimenti di diritto costituzionale sa che quella disposizione non è transitoria perché non contiene indicazioni di limiti temporali ed è invece finale, e sta lì in quanto esprime un giudizio storico e morale inappellabile e irreversibile di condanna del regime fascista».

Per Il Giornale di Sallusti, invece, la proposta avrebbe il ''merito'' di aver fatto ricompattare su qualcosa Pdl e Fli: «E chi dice che Pdl e Fli non votano più assieme peggio del diavolo e dell’acquasanta?», si domandano dal giornale di centrodestra.

Per Anna Finocchiario, presidente del gruppo Pd in Senato, l'iniziativa è «molto grave e offensiva per la storia del Paese e della Repubblica e per la nostra democrazia».

«Sarebbe l'ennesimo piccolo gesto mirato», continua Finocchiario, «sistematico ma molto significativo che il Pdl sta usando per distruggere i pilastri della nostra Costituzione».

«La proposta depositata al Senato è un atto di provocazione insopportabile», sostiene invece Roberto Zaccaria, deputato Pd e vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali. «Spero che venga subito ritirata e a coloro che hanno voluto offendere la memoria della Resistenza ricordo Brecht che nella Resistibile ascesa di Arturo Ui, scrive, più o meno: ‘non applaudite troppo, cari amici, il ventre che ha generato tutto questo è ancora fertile….».

Ha respinto le critiche il ministro Gianfranco Rotondi. «Non c'è nessuna volontà nè del governo nè del Pdl di promuovere l'abolizione del reato di apologia del fascismo», ha assicurato, «il Pd eviti polemiche strumentali che diano anche solo la sensazione che le forze politiche si dividano anche sull'antifascismo, che è valore fondante della nostra democrazia».

05/04/2011 17.23