POLITICA E TERRITORIO

Piano spiaggia Roseto, Borgatti: «sì alla Vas o andiamo di nuovo al Tar»

L’ultimatum della Federazione della sinistra

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SPIAGGIA ROSETO





ROSETO. Giovedì in consiglio Comunale approderà il Piano Spiaggia.
Il precedente piano è stato oggetto, nella scorsa consiliatura, di una furibonda battaglia terminata con la sospensiva da parte del Tar che ritenne «sorretta di consistente fumus la doglianza relativa alla mancata sottoposizione del piano alla Vas».
Oggi le parti in Consiglio sono ribaltate ma la storia sembra ripetersi a soggetti invertiti.
La battaglia sarà sull'adozione o meno, nell'iter di approvazione , della procedura di Valutazione Ambientale Strategica. «Tale procedura», sottolinea Marco Borgatti della Federazione di Sinistra, «è indispensabile per comprendere gli effetti del nuovo piano spiaggia sull'ambiente, per informare la cittadinanza e promuoverne la partecipazione. E’ una “precauzione” che serve a far coesistere nella stesura del piano interessi economici ed ambientali. Il piano spiaggia andrà ad influire sull'ambiente, sulle nostre spiagge ed influirà sull'economia turistica che si basa sulla bellezza della nostra costa. Il turismo del futuro si basa sul rispetto dell'ambiente e sulla sostenibilità armonizzando natura e servizi per i turisti».
Per questo la Federazione della Sinistra, chiede al Consiglio di assoggettare il Piano Spiaggia alla Vas: «oggi», sottolinea Borgatti, «in base a quanto deciso dal Tribunale Amministrativo ed alla necessità di coniugare l'interesse economico all'interesse ambientale , è indispensabile tale strumento. La Vas è una garanzia nella fase di approvazione per evitare che presunti interessi privati superino l'interesse di tutta la cittadinanza. Solo tutelando l'ambiente e la nostra costa possiamo essere attrattivi verso le nuove forme di turismo e dare ossigeno ad un settore vitale per Roseto come l'economia turistica».
In caso di scelta contraria , da parte della maggioranza, la Federazione della Sinistra chiede a tutte le forze di opposizione, dal Pd al M5S, «di far fronte comune e ricorrere insieme ancora una volta al Tar».