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Udc Abruzzo chiama Roma: «ci hanno umiliato, ci chiedano scusa»

«Scelte sbagliate, imposizioni dall’alto, mancanza di democrazia»

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Menna e De Matteis

Menna e De Matteis

ABRUZZO. L’1,78% in tutta Italia, per un totale di 8 senatori eletti.

 

Dall’Abruzzo l’Udc chiama Roma: «ci hanno umiliato, ci chiedano scusa»
«Scelte sbagliate, imposizioni dall’alto, mancanza di democrazia»
Antonio Menna, Udc, Lorenzo Cesa, Giorgio DE Matteis
ABRUZZO. L’1,78% in tutta Italia, per un totale di 8 senatori eletti.
L’Udc scompare quasi dal Parlamento italiano. Nessun esponente abruzzese è riuscito ad arrivare a Roma: il partito in Abruzzo ha raccolto 13.649 voti.  La campagna elettorale, molto agitata, aveva fatto intuire che la situazione fosse difficile.
Ammutinamento dei vertici http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/536624/Elezioni-Abruzzo--Udc-in-rivolta.html , scelte non condivise (come la candidatura degli ‘esterni’ Nicoletta Verì e Giorgio De Matteis), accuse e recriminazioni. Alla fine però è andata anche peggio di come ci si immaginava. 
«I dirigenti nazionali devono chiedere scusa ai dirigenti, iscritti ed elettori  abruzzesi», dice oggi Antonio Menna che prima del voto aveva fatto scoppiare il ‘caso De Matteis’ http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/536894/Abruzzo--Scoppia-il--caso.html scrivendo una lettera di fuoco a Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell'Udc.
A Cesa era stato chiesto di chiarire «urgentemente la posizione ambigua» del vice presidente del Consiglio regionale abruzzese e capogruppo Mpa. Nonostante la candidatura in Parlamento con l’Udc, infatti, era rimasto a sostenere la maggioranza in Regione, assieme al Popolo della Libertà mentre sono quasi cinque anni che l'Unione di Centro, con Menna, siede tra i banchi dell'opposizione in Consiglio regionale. 
E proprio il segretario abruzzese oggi, dopo i risultati che bruciano, parla di un Udc che esce «ridimensionato, umiliato, un disastro».
Tutto sarebbe avvenuto a causa di «scelte sbagliate, candidati sbagliati, imposizioni  dall’alto. Scelte autorefenziali, mancanza di democrazia interna, mancanza di rispetto per le indicazioni  provenienti dalle regioni, dai territori ed in Abruzzo con l’aggravante di aver umiliato una intera classe dirigente che nelle regionali aveva salvato l’Udc con un 5,6 % e due consiglieri regionali eletti. Fino a luglio i sondaggi davano l’Udc in Abruzzo tra l’8 e il 10 % e con De Matteis  siamo quasi scomparsi: solo 1,8 %»
Menna dice che si batterà perché  il partito «erede di una grande tradizione politica democratica cristiana» non scompaia. «Difenderò lo scudocrociato». E al tempo stesso massacra De Matteis: «è ancora in stato confusionale per la sonora bocciatura. Senza tessera né ruolo politico, prima minaccia di cacciarmi ed ora si permette di indicare la linea politica dell’Udc. Evidentemente teme di lasciare la poltrona di vice-presidente del Consiglio regionale e l’auto blu». Menna annuncia che l’Udc in Regione è e resterà all’opposizione. «De Matteis si metta l’anima in pace e si adegui». Intanto c’è attesa per il prossimo Congresso regionale con i delegati già eletti dai Congressi provinciali: lì si indicherà  la linea politica e si sceglierà la classe dirigente.
«De Matteis non può decidere niente, lui non è neanche iscritto ed è il campione di incoerenza: prima con il Cdu, poi Ccd, poi Udc, poi Italia di Centro, Mpa, Udc».

L’Udc scompare quasi dal Parlamento italiano. Nessun esponente abruzzese è riuscito ad arrivare a Roma: il partito in Abruzzo ha raccolto 13.649 voti.  La campagna elettorale, molto agitata, aveva fatto intuire che la situazione fosse difficile. Ammutinamento dei vertici, scelte non condivise (come la candidatura degli ‘esterni’ Nicoletta Verì e Giorgio De Matteis), accuse e recriminazioni. Alla fine però è andata anche peggio di come ci si immaginava. «I dirigenti nazionali devono chiedere scusa ai dirigenti, iscritti ed elettori  abruzzesi», dice oggi Antonio Menna che prima del voto aveva fatto scoppiare il ‘caso De Matteis’  scrivendo una lettera di fuoco a Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell'Udc.A Cesa era stato chiesto di chiarire «urgentemente la posizione ambigua» del vice presidente del Consiglio regionale abruzzese e capogruppo Mpa. Nonostante la candidatura in Parlamento con l’Udc, infatti, era rimasto a sostenere la maggioranza in Regione, assieme al Popolo della Libertà mentre sono quasi cinque anni che l'Unione di Centro, con Menna, siede tra i banchi dell'opposizione in Consiglio regionale. 
E proprio il segretario abruzzese oggi, dopo i risultati che bruciano, parla di un Udc che esce «ridimensionato, umiliato, un disastro».

Tutto sarebbe avvenuto a causa di «scelte sbagliate, candidati sbagliati, imposizioni  dall’alto. Scelte autorefenziali, mancanza di democrazia interna, mancanza di rispetto per le indicazioni  provenienti dalle regioni, dai territori ed in Abruzzo con l’aggravante di aver umiliato una intera classe dirigente che nelle regionali aveva salvato l’Udc con un 5,6 % e due consiglieri regionali eletti. Fino a luglio i sondaggi davano l’Udc in Abruzzo tra l’8 e il 10 % e con De Matteis  siamo quasi scomparsi: solo 1,8 %»Menna dice che si batterà perché  il partito «erede di una grande tradizione politica democratica cristiana» non scompaia. «Difenderò lo scudocrociato». 

E al tempo stesso massacra De Matteis: «è ancora in stato confusionale per la sonora bocciatura. Senza tessera né ruolo politico, prima minaccia di cacciarmi ed ora si permette di indicare la linea politica dell’Udc. Evidentemente teme di lasciare la poltrona di vice-presidente del Consiglio regionale e l’auto blu». Menna annuncia che l’Udc in Regione è e resterà all’opposizione. «De Matteis si metta l’anima in pace e si adegui». 

Intanto c’è attesa per il prossimo Congresso regionale con i delegati già eletti dai Congressi provinciali: lì si indicherà  la linea politica e si sceglierà la classe dirigente.«De Matteis non può decidere niente, lui non è neanche iscritto ed è il campione di incoerenza: prima con il Cdu, poi Ccd, poi Udc, poi Italia di Centro, Mpa, Udc».

a.l.