DOPO VOTO

Abruzzo/Elezioni. Pezzopane: «emorragia voti, serve bagno di umiltà»

La senatrice contro Berlusconi: «cinica campagna elettorale»

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Abruzzo/Elezioni. Pezzopane: «emorragia voti, serve bagno di umiltà»



ABRUZZO. «Ora e' necessario un forte bagno di umilta'. Bisognera' interrogarsi sulle motivazioni di questa forte emorragia di voti e della crisi dei partiti tradizionali».
Questo il commento di Stefania Pezzopane, unica candidata in Abruzzo del Pd che e' riuscita ad essere eletta in Senato, scalzando anche Franco Marini.
«Credo - e' questa la chiave di lettura della neo parlamentare - che ci abbiano penalizzato le scelte fatte a livello nazionale. Il sostegno che il PD ha dato al governo Monti e' stato vissuto male nel profondo del nostro popolo. Sono stati sottovalutati troppo i temi riguardanti il rinnovamento della politica, lo scadimento morale, la corruzione, i costi della politica».
Non ha giocato a nostro favore neanche la cinica campagna elettorale di Berlusconi, che dopo aver portato il Paese sulla soglia di una catastrofe economica, con le sue proposte scioccanti ha di nuovo illuso gli italiani, parlando alla pancia della gente e recuperandone i consensi».
Stefania Pezzopane commenta poi la sua vittoria e ringrazia gli elettori abruzzesi, che si sono stretti attorno a lei: «speravamo in un risultato migliore, ma prendiamo atto del messaggio che gli elettori ci hanno voluto dare. Mi conforta soprattutto il risultato dell'Aquila, la mia città, dove il PD si riconferma primo partito e vince il centrosinistra».
Al Senato, infatti, il PD si attesta al 31%, sette punti percentuali in più rispetto al dato regionale e provinciale. Mentre alla Camera è al 27%, con una differenza di cinque punti in più.
«Un messaggio forte, confortante», continua la neo senatrice, «che ci ripaga del lavoro svolto non solo durante questa campagna elettorale, ma in questi anni».
«Prendiamo atto del risultato non molto soddisfacente e avviamo una riflessione profonda per trovare le soluzioni per dare un Governo al Paese», commenta invece il deputato del Pd Vittoria D'Incecco, riconfermata. «Il Paese è ingovernabile e il Pd, che evidentemente non è riuscito a cogliere il malessere dei cittadini, ora deve fare fino in fondo la sua parte. Il consenso ottenuto dal Movimento 5 Stelle impone una riflessione attenta e una presa di responsabilità per il bene del nostro Paese». In Abruzzo il Movimento di Grillo è il primo partito, mentre il Pd subisce una sensibile flessione.
Ciò ha comportato l'attribuzione del premio di maggioranza al Senato al Pdl. «Con umiltà, ma allo stesso tempo con grande determinazione - conclude D'Incecco - il Pd si metterà subito al lavoro per tornare a governare e restituire credibilità all' Abruzzo».

LEGNINI: «VERO VINCITORE M5S»
«Il vero vincitore di queste elezioni è il Movimento Cinque Stelle. Trovo del tutto fuori luogo, invece, l’esultanza del Pdl che perde 16 punti percentuali». Lo afferma Giovanni Legnini, capolista del Pd alla Camera dei deputati.
«Il Pd non è andato bene neppure in Abruzzo» prosegue Legnini «attestandosi 3 punti al di sotto della propria media nazionale: abbiamo perso pagando gli effetti della crisi, del sostegno al governo Monti e, seppur parzialmente, ancora il prezzo dei gravi fatti del 2008, nonostante il generoso e positivo lavoro di questi anni. Benché il Pdl abbia conseguito il premio di maggioranza al Senato, è fuori luogo la sua esultanza, stante le drammatiche condizioni del Paese e la perdita di oltre 16 punti percentuali di voti. Chi vince in Abruzzo – prosegue Legnini – è l'M5S, primo partito della regione con 4 punti sopra la media nazionale. Non bisogna minimizzare il risultato, non solo per le cifre ma anche per il fatto che l’Abruzzo verrà rappresentato in parlamento da Antonio Razzi e non da Franco Marini, un padre della Repubblica al quale va la nostra gratitudine per il lungo impegno istituzionale. Siamo consapevoli che i risultati rendono ingovernabile il nostro Paese: è ora indispensabile evitare ulteriori guai all'Italia – prosegue Legnini – immaginando un percorso istituzionale trasparente e innovatore, per fare subito quelle riforme incisive e di profondo cambiamento delle quali l’Italia ha bisogno per far fronte alle urgenze sociali ed economiche. Occorre farle rivolgendosi anche al M5S: poi si torni al voto con una nuova legge elettorale».