COSTI DELLA POLITICA

Ruzzo Reti, Sel: «valzer di incarichi e clima di terrore»

«Il mancato pagamento dei dipendenti non può essere imputato all’agenzia interinale»

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Ruzzo Reti, Sel: «valzer di incarichi e clima di terrore»




ROSETO. «Se il debito ereditato da Scuteri era di circa 60 milioni di euro (in realtà poco più di 50) come mai la gestione Strozzieri ne ha accumulati altri 10 milioni in un anno?»
La domanda arriva da Sel Roseto dopo che il presidente della Ruzzo Reti ha confermato il debito da 70 milioni di euro. «Non le sembra caro presidente», insiste Sinistra Ecologia e Libertà, «un ulteriore e clamoroso fallimento da parte di chi si è insediato nell'azienda con toni trionfalistici e liberatori?»
Per Sel la società che gestisce l’acquedotto non può parlare di un accordo tra ente e agenzia interinale sul ritardo dei pagamenti degli stipendi in quanti i diretti interessati, cioè i lavoratori, non erano stati avvisati: «non ci risulta che ci si possa accordare con un'agenzia interinale per pagare in ritardo. Dicesse chiaramente che il Ruzzo non ha più un euro nelle casse e che ha un conto corrente pignorato».
«E' sotto gli occhi di tutti», continua il coordinamento di Roseto, «che l'unica decisione che gli ultimi tre presidenti hanno preso è il classico valzer degli incarichi interni nonchè il solito clima di "terrore" verso i dipendenti precari e quelli assunti a chiamata diretta. Terrore creato con i mancati rinnovi di 8 dipendenti, che vi avranno fatto sicuramente causa e per i quali spenderete fior di quattrini, e con i contratti sempre più brevi fatti ai precari che rimangono. Terrore che tocca il culmine proprio in questi giorni con il mancato rinnovo di 4 operatori esterni del depuratore. Dobbiamo quindi aspettarci un'altra estate di sversamenti di liquami in mare? Inoltre, la corte dei conti, che è stata interpellata in merito all'assunzione di 80 persone, vi ha mai fornito una risposta in merito?»
Per Sel l'unico intento «del vostro “capo”, Paolo Gatti, è quello di far collassare l'ente e di bloccare un meccanismo di una azienda privata gestita dalla politica. Azienda che non è in grado nemmeno di emettere le fatture in tutto il territorio, che non è in grado di fare i conguagli ai contatori condominiali e che in ultima analisi di tutto si occupa tranne che di acqua. Il problema delle vostre scelte folli ricade sempre sulle spalle delle famiglie dei tanti disoccupati, cassaintegrati, indigenti che non possono nemmeno permettersi l'acqua e che vedono interrotta l'erogazione del servizio. E ricade anche sui lavoratori, costretti non solo ad operare in condizioni tragicomiche, ma da un mese anche a gratis».