POLITICA

Di Pino contro Pescara Futura: «avventatezza politica che danneggia il Pdl»

La replica: «lui pensa solo alle poltrone»

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Di Pino - Mambella

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PESCARA. E’ scontro aperto tra il consigliere Salvatore Di Pino e il suo vecchio gruppo Pescara Futura.
A novembre 2011 Di Pino ha lasciato il partito guidato da Carlo Masci ed è approdato nel Pdl.
Parlò di «mancanza di serenità» e difficoltà di «rendere concreti gli impegni assunti in campagna elettorale». Oggi gli attriti si fanno sentire ancora.
Nei giorni scorsi Di Pino ha presentato una mozione, passata con 26 voti, per bloccare il progetto di pedonalizzazione di Corso Vittorio Emanuele. Il suo ex partito, però non l’ha presa bene e lo spiega proprio il consigliere: «so che alcuni illustri esponenti della lista Pescara Futura, che esprime anche il dirigente competente, oltre al consulente esterno, l’architetto Michele Lepore, non hanno visto di buon occhio questa iniziativa consiliare, in quanto decisi ad andare avanti a tutti costi su questo progetto, indipendentemente dagli effetti che avrebbe comportato per la viabilità cittadina e persino senza avere la certezza sulla fattibilità dell’asse alternativo nell’area di risulta».
Di Pino parla di «avventatezza politica» mostrata dalla lista di Carlo Masci «in più occasioni». E dentro ci mette anche la decisione di presentarsi alle prossime elezioni al Senato, dove la lista Rialzati Abruzzo (che corre da sola) «sta indebolendo il Pdl e il centrodestra, ma quasi certamente non riuscirà a raggiungere l’obiettivo». Questa situazione, però, continua il consigliere, «non può e non deve, a mio avviso, influenzare l’attività amministrativa del governo della città. Pur riconoscendo a Pescara Futura il ruolo e il peso che le spetta, occorre dire che Pescara non è una lista civica, e il provvedimento di riqualificazione di Corso Vittorio non è una campagna elettorale. Sono in ballo soldi pubblici e la qualità della vita dei nostri concittadini, per cui ritengo giusta la decisione dell’organo consiliare, che non è una bocciatura del provvedimento e ancor meno della maggioranza, ma la richiesta di inserirlo in un quadro organico, in una visione sistemica della
mobilità che tenga conto di tutte le variabili in gioco».

MAMBELLA: «PENSA ALLE POLTRONE»
Non si fa attendere la risposta di Marco Mambella, consigliere di Pescara Futura: «Di Pino spazia da questioni politiche a quelle amministrative senza alcun costrutto. Di Pino ha scarsa conoscenza della legge elettorale. Abruzzo Futuro non danneggia affatto il Pdl molto semplicemente perché al Senato (dove i seggi vengono distribuiti a livello regionale e non nazionale come alla Camera dei Deputati) non esiste il cosiddetto premio di maggioranza. Ergo, chi prende i voti viene eletto. Se il Pdl ha presentato agli elettori una squadra di serie C piuttosto che una squadra di serie A non si capisce come possa sperare di vincere il campionato. La lista Rialzati Abruzzo (quella che corre al Senato) parte da una base percentuale di voto su base regionale del 7,4%. Quindi…»
Sulla parte amministrativa, ovvero la riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele, Mambella ricorda che «è parte del programma elaborato dal centro destra, non solo. La riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele è parte integrante del Piano triennale già votato dalla Giunta e dal Consiglio e, quindi, di cosa si parla? Di cosa parla il consigliere di maggioranza? Non sa di cosa parla, non sa di sconfessare se stesso, prima di ogni altro. Già, ma la cosa si capisce bene. Evidentemente Di Pino, in questi ultimi tempi, ha rivolto altrove la sua attenzione e, forse, si è distratto dovendo e volendo andare alla ricerca di altre poltrone». 

DI PINO: «AFFERMAZIONI PARADOSSALI»
«Ritengo paradossali le affermazioni del consigliere di Pescara Futura Mambella», replica Di Pino. «Evidentemente la mia attività consiliare e le critiche che ho osato rivolgere alla lista di Carlo Masci, devono aver dato non poco fastidio ad alcuni suoi esponenti che hanno ben pensato di confezionare un attacco personale nei miei confronti privo di fondamento oltre ché incomprensibile».
«Quello che lascia maggiormente interdetti», va avanti Di Pino,  «è lo “strabismo” del consigliere Mambella il quale mi rimprovera di essere uscito da Pescara Futura per entrare nel PDL, facendo finta di non ricordare che il suo leader ha fatto lo stesso prima di me, ottenendo l’assessorato regionale in quota a quel partito da cui oggi prende le distanze in una campagna elettorale così delicata e importante, ovvero mi accusa di non conoscere il programma di governo del centro destra non sapendo neanche che le linee programmatiche di mandato parlano di riduzione delle ZTL del centro, o, ancora, mi critica di correre dietro a non meglio identificate “poltrone” senza accorgersi allora di essere seduto su un “poltronificio”. Ricordo, che Pescara Futura ha chiesto e giustamente ottenuto, sia al Comune di Pescara sia in altre realtà amministrative, posti e incarichi di vario genere.  Volendomi limitare al solo Comune di Pescara, rammento allo smemorato consigliere Mambella, che tra l’altro presiede la commissione urbanistica, che la lista di Pescara Futura ha cambiato innumerevoli assessori ed esprime il dirigente esterno Arch. Fabrizio Trisi e il consulente esterno alla riqualificazione urbana, come anche il presidente ed alcuni consiglieri dell’Ente manifestazioni Pescaresi, ancora il presidente di Pescara Parcheggi, consiglieri nel museo delle Genti D’Abruzzo, revisori contabili etc. e l’elenco sarebbe ancora lungo.  E allora sono io che vorrei chiedere al consigliere Mambella di cosa sta parlando ed invitarlo ad un esame di coscienza con se stesso e con la sua lista che io ho conosciuto moderata e aperta al dialogo e che oggi invece non esita a sferrare strumentali attacchi personali pur di non veder criticato il suo operato».