POLITICA E URBANISTICA

Resort e destinazione d’uso, l’ex Pd Di Renzo:«si avverano cose che avevo denunciato»

La giunta vuole trasformare la destinazione d’uso da albergo in residenziale

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Resort e destinazione d’uso, l’ex Pd Di Renzo:«si avverano cose che avevo denunciato»




FRANCAVILLA. «Con l’intenzione palesata da Luciani di voler modificare la destinazione d’uso del Resort da albergo in residenza viene in essere la strategia che già un anno fa avevo denunciato votando contro il provvedimento e che viaggia verso il mancato perseguimento dell’interesse pubblico a favore di esigenze di carattere economico che nulla hanno a che fare con il concetto di rigenerazione urbana della città».
L’avvocato Stefano Di Renzo, ex Pd uscito un anno fa per contrasti insanabili proprio sulle vicende urbanistiche francavillesi che iniziavano ad affacciarsi nuovamente sull’agenda politica, torna all’attacco e rivendica la sua battaglia contro la cementificazione di Francavilla a danno dei luoghi pubblici e del verde. Secondo il consigliere, capogruppo del gruppo consiliare civico Democratici per Francavilla, il caso del resort che da albergo diventerà residenziale (appartamenti), dopo aver ricevuto i permessi come struttura turistica alberghiera, è solo l’apice del problema che invece è generalizzato e riguarda lo sviluppo organico di Francavilla. Il Comune e la giunta Luciani hanno deciso che ormai a pasticcio fatto sarebbe utile almeno incassare e far entrare moneta sonante nelle casse del Comune. La ricaduta tuttavia è che con gli accordi con i costruttori si rinuncia agli spazi pubblici come verdi, giardini, parchi per ricavare liquidi.
In consiglio comunale infatti è da poco passata la monetizzazione degli standard «che avrà effetti disastrosi sul tessuto urbanistico».
«Viene da chiedersi», dice di Renzo, «come sia possibile ridurre, ed nella maggior parte dei casi eliminare, gli standard urbanistici di cui al DM 1444/1968 e come si possa pensare e realizzare una città dove ciò che conta è solo il cemento e gli spazi vitali (parchi, giardini, piazze, parcheggi, ecc.) per i cittadini vengono ridotti a moneta corrente».
«La scelta opportuna relativamente al resort ma anche a tutti gli alberghi presenti sul territorio sarebbe quella di rivedere le norme approvate e vietare la trasformazione in residenza. Il ruolo della politica», spiega Di Renzo, «deve essere quello di incentivare un settore vitale per la città come il turismo e non svendere il territorio al miglior offerente. Luciani si faccia carico delle sue responsabilità e riconosca i suoi errori. Errori che si palesano in atti illegittimi così come chiaramente sancito dal parere della Provincia di Chieti che, lo ricordiamo, con nota prot. 35357 del 11.07.2012 aveva sonoramente bocciato la delibera dei cambi di destinazione d’uso ritenendola viziata in più parti, in particolare l’aspetto tecnico relativo alla illegittima variazione degli strumenti di dettaglio attuativi. In sostanza essendovi un vincolo turistico- alberghiero contenuto nel piano attuativo non è possibile scavalcare tale vincolo con una semplice variante normativa, così come si sta procedendo si incorre in una procedura illegittima oltre che disastrosa per il futuro turistico e commerciale della città».