POLITICA

Te ne vai o no? Pdl pressa Ranieri: «lasci la presidenza della Commissione Finanze»

La replica: «aspetto la sfiducia»

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Te ne vai o no? Pdl pressa Ranieri: «lasci la presidenza della Commissione Finanze»


PESCARA. La maggioranza di governo di centrodestra del Comune di Pescara è ancora in attesa che il consigliere Renato Ranieri si dimetta dalla presidenza della Commissione Finanze.
Ranieri da qualche settimana è un consigliere della minoranza, dopo che ha lasciato il Pdl per Fli. «La coalizione di maggioranza è pronta alla successione», fa sapere il capogruppo Armando Foschi, «e siamo in attesa che il consigliere Ranieri riconsegni ciò che evidentemente non ha conquistato per le proprie indubbie capacità professionali, ma che gli era stato assegnato solo per militanza politica».
Il «tradimento» non è stato ancora digerito. La sensazione che aleggia in Comune, continua Foschi, «è che il consigliere dal proprio leader nazionale Fini abbia già deciso di imitare l’attaccamento alla poltrona: da un mese si dice pronto a lasciare la Presidenza, ma da un mese fa finta di niente e continua a convocare le sedute della Commissione Finanze come se fosse ancora parte della maggioranza di governo. Forse, in un attimo di confusione, non si è accorto che il partito di Futuro e Libertà sta all’opposizione, eppure ha ben recitato il proprio ruolo di oppositore quando in aula ha votato a favore della sfiducia al sindaco Albore Mascia e alla sua intera maggioranza di governo, sconfessando per intero la politica portata avanti nei primi quattro anni di governo».
Quando il coordinatore provinciale Sospiri ha chiesto le sue dimissioni, annunciando, in caso contrario, la sfiducia, il consigliere Ranieri avrebbe acquisito informazioni giurisprudenziali circa la possibilità o meno di essere sfiduciato. «Non si sarebbe dovuto preoccupare di ciò», continua il capogruppo, «se è vero, come ha dichiarato più volte, di voler lasciare la carica senza fare problemi».
E il ‘sollecito’ arriva a poche ore dalle sue ultime esternazioni contro il progetto dichiarato dal Pdl di voler restituire l’Imu ai cittadini («la proposta di Berlusconi è irrealizzabile, meglio se prometteva Ipad per tutti»)
«La Commissione Finanze», insiste Foschi, «ha bisogno di avere un nuovo Presidente e di ricominciare a lavorare con serenità. Certamente non penserà Ranieri di poter condurre lui i lavori sul passaggio dalla Tarsu alla Tares o per verificare le prossime procedure sull’Imu. Per Ranieri è giunto il momento di farsi da parte».

RANIERI: «ASPETTO LA SFIDUCIA»
«Ritengo che le mie dimissioni sono quanto mai opportune, ma ora attendo la sfiducia della maggioranza, un fatto che assume rilievi politici non di poco conto», replica Ranieri.
Il consigliere nota che Foschi parla a nome di tutta la maggioranza di governo della Città ma «non mi risulta che sia mai stato indicato a farlo, constatando il contrario e dopo aver registrato molti apprezzamenti e solidarietà dai colleghi anche di maggioranza». 
Ranieri rigetta inoltre l’ipotesi che sia stato nominato presidente della Commissione solo per la sua militanza partitica ma invece spiega di essere stato scelto per quel ruolo perché «sono stato un consigliere eletto al primo turno democraticamente da tanti cittadini. Se avessi voluto far pesare la mia militanza e il mio ex-partito fosse stato in grado di riconoscere i miei sacrifici, forse avrei avuto altri ruoli e molto piu' importanti della Presidenza di Commissione. Ma al sottoscritto non interessava e non interessa fare politica per un proprio tornaconto, anzi. Forse sono stato l'unico nella storia del Consiglio Comunale che eletto in maggioranza è passato all'opposizione». 
Ranieri conclude sostenendo che di fatto oggi la maggioranza «è retta grazie ai voti di Consiglieri eletti nell'opposizione e poi passati per convenienza in maggioranza, ma a Foschi e compagni questo sfugge».
RANIERI: «ASPETTO LA SFIDUCIA»

«Ritengo che le mie dimissioni sono quanto mai opportune, ma ora attendo la sfiducia della maggioranza, un fatto che assume rilievi politici non di poco conto», replica Ranieri.Il consigliere nota che Foschi parla a nome di tutta la maggioranza di governo della Città ma «non mi risulta che sia mai stato indicato a farlo, constatando il contrario e dopo aver registrato molti apprezzamenti e solidarietà dai colleghi anche di maggioranza». Ranieri rigetta inoltre l’ipotesi che sia stato nominato presidente della Commissione solo per la sua militanza partitica ma invece spiega di essere stato scelto per quel ruolo perché «sono stato un consigliere eletto al primo turno democraticamente da tanti cittadini. Se avessi voluto far pesare la mia militanza e il mio ex-partito fosse stato in grado di riconoscere i miei sacrifici, forse avrei avuto altri ruoli e molto piu' importanti della Presidenza di Commissione. Ma al sottoscritto non interessava e non interessa fare politica per un proprio tornaconto, anzi. Forse sono stato l'unico nella storia del Consiglio Comunale che eletto in maggioranza è passato all'opposizione». Ranieri conclude sostenendo che di fatto oggi la maggioranza «è retta grazie ai voti di Consiglieri eletti nell'opposizione e poi passati per convenienza in maggioranza, ma a Foschi e compagni questo sfugge».