POLITICA E CEMENTO

Francavilla, Uniti a Sinistra: «il Resort? Una vergogna che ci porteremo negli anni»

Bernini attacca e chiede una «gestione partecipata e trasparente»

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RESORT FRANCAVILLA

Il resort




FRANCAVILLA. «Il cambio di destinazione d’uso del Resort ‘Le vele’ è una vergogna che ci porteremo negli anni e che penalizzerà, ancora una volta, Francavilla».

E’ il giudizio Di Moreno Bernini (Uniti a Sinistra) che ritiene che le «colpe e le responsabilità sono state in passato già denunciate da associazioni ambientaliste, da cittadini e dalla sinistra In altre sedi rimarcheremo, ancora una volta, in modo più specifico che queste cose non avvengono per caso ma ci sono fatti, nomi e cognomi da fare conoscere in modo più ampio ed articolato e noi lo faremo in primis denunciando le politiche urbanistiche a macchia di leopardo del Centrodestra di Roberto Angelucci e company».
Uniti a sinistra e Sel tuttavia hanno le idee chiare e propongono una serie di principi ed indirizzi ai quali sarebbe meglio che l’amministrazione comunale si attenesse.
Il tema è di quelli caldi che nei gironi scorsi ha fatto scatenare il Pdl sulle parole del vicesindaco poi difeso dal primo cittadino Antonio Luciani. Si preannuncia un consiglio comunale di fuoco che pare tuttavia dall'esito scontato.
Occorre, dicono con forza Uniti a Sinistra e Sel, una gestione partecipata e trasparente del territorio e dell’urbanistica per evitare altri scempi che pure si sono moltiplicati nel recente passato «la cementificazione del fiume Alento e dei fossi naturali, Porto, Peep Villanesi e Pretaro, Palazzo Sirena e Mumi, Cambi destinazione d’uso, case popolari ai confini di Villa Turchi, ex 7B, Discarica Galasso , ex Maristella»
«C’è la necessità assoluta di rompere lo stallo programmatorio del territorio in cui Francavilla è piombata», sostiene Moreno Bernini, «inoltre non ci si può consolare che questo scempio, così come altri interventi sul territorio, sia contro pesato dall’entrate di denaro nelle asfittiche casse comunali – Il territorio è un bene comune non inesauribile e non monetizzabile. Gli attuali amministratori devono rendersi conto che la città non è di loro proprietà ma è dei cittadini, loro sono provvisoriamente chiamati a gestirla. Quindi se le condizioni economiche non lo permettono dichiarassero il dissesto dell'ente e facessero un passo indietro mettendo da parte il loro ego politico»
E poi c’è il capitolo responsabilità: «gli amministratori del centrodestra, che hanno perpetrato negli anni passati questo ennesimo attacco al territorio, dovrebbero oggi rendere conto di quanto sta avvenendo. Già dal 2002 chiesero di togliere il vincolo regionale A2 al grido di …Francavilla ha necessità di strutture turistico ricettive… L’amministrazione Luciani», aggiunge Bernini, «è costretta a fare da notaio della situazione e cioè di attestare ciò che sta avvenendo trovandosi le mani legate da norme che gli cadono addosso dall’alto e da un immobilismo amministrativo che dura da almeno 15 anni in tema di PRG»
Per queste ragioni il sindaco dovrebbe riunire tutte le associazioni ed i portatori di interesse e proporre una discussione che avvii un confronto nel quale convergano le diverse istanze.
Così sì fa nei paesi seri e democratici.