HANNO VOLUTO

Elezioni, scrutatori a chiamata diretta: Pescara non ha voglia di cambiare

Bocciata l’ordine del giorno di Acerbo (Rc)

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Maurizio Acerbo

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PESCARA. In passato la nomina degli scrutatori avveniva tramite sorteggio casuale al computer (legge 95/1989).
Adesso la chiamata è diretta e nominativa (ovvero non casuale) con la legge 270/2005. Dunque la Commissione elettorale, ‘pesca’ da un elenco di persone che hanno fatto domanda. Questo vuol dire che a spuntarla sono i segnalati dei vari gruppi perché si procede con una sorta di manuale Cencelli per cui ogni consigliere e, ovviamente, sindaco e giunta, indicano un certo numero di nominativi tra le persone iscritte all'albo.
Anche in questo caso, come spesso accade in Italia, chi non ha Santi in Paradiso resta a casa.
Il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, nei giorni scorsi ha annunciato una inversione di rotta e spiegato che si proporrà alla Commissione elettorale di selezionare per estrazione i nomi, scorrendo poi la graduatoria dei selezionati, riservando la nomina solo a persone non occupate stabilmente, quindi soprattutto giovani e studenti. A Montesilvano una simile proposta è stata avanzata dal Movimento 5 Stelle.
A Pescara a cambiare le cose ci ha provato il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, che però si è dovuto arrendere presto. Ma non demorde.
«Maggioranza e opposizione si sono trovati di comune accordo e hanno fatto mancare il numero legale», racconta il consigliere.
Dunque l'ordine del giorno non è stato approvato. La maggior parte dei consiglieri ha abbandonato l'aula, mentre hanno votato a favore solo sei consiglieri (Acerbo, Di Nisio, D'Angelo, Sulpizio, Di Iacovo, Caroli), si è astenuto il presidente De Camillis ed è rimasto in aula senza votare Blasioli. Dato che ci vogliono quattordici presenti per determinare il numero legale la votazione è risultata infruttuosa.
«Nell'ordine del giorno», racconta Acerbo, «proponevo il sorteggio per evitare che le persone debbano rivolgersi a "politici" per essere nominate e la priorità a criteri sociali (disoccupati, cassintegrati, persone a reddito basso, ecc.) per far scorrere la lista dei sorteggiati. Penso da anni che si debba avere il coraggio di cambiare. Faccio presente che tutte le liste che partecipano alle elezioni possono per legge nominare rappresentanti di lista che gratuitamente vigilino sulla regolarità delle operazioni nei seggi.
Questo è il ruolo che dovrebbe spettare ai partiti».
Acerbo ha ricordato che in centinaia di altri comuni italiani già si procede per sorteggio. Lunedì il consigliere di minoranza depositerà una mozione per riportare di nuovo all'attenzione del Consiglio la questione.