DEBITI PUBBLICI

Provincia di Chieti in pre-dissesto, si prepara un piano di rientro

Torna l’incubo dei debiti fuori bilancio che non sono ancora definiti

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Provincia di Chieti in pre-dissesto, si prepara un piano di rientro


CHIETI. La Provincia di Chieti al lavoro per evitare il dissesto finanziario, almeno stando alla riunione fiume che c’è stata ieri nella sede di Corso Marrucino.
E così, mentre le polemiche sulle responsabilità rischiano di ripartire, il presidente Enrico Di Giuseppantonio, tornato in carica dopo un breve periodo di “dimissioni elettorali”, è alle prese con il Piano di rientro dai debiti che dovrà essere discusso nel prossimo consiglio di febbraio.
«Confermo: stiamo lavorando per rispondere alle prescrizioni della legge sulla spending review che prevede di formulare un piano di rientro per gli Enti pubblici in pre-dissesto. Si tratta di un’opportunità che non ci possiamo far sfuggire, visto che ci consentirà un respiro di 10 anni per risanare le finanze della Provincia».
 Sul tappeto soprattutto l’annosa questione dei debiti fuori bilancio che avrebbero dissanguato il bilancio provinciale e sui quali – come già anticipato – è in corso anche un’indagine della Guardia di Finanza. Debiti la cui quantificazione è ancora incerta, tanto che gli uffici provinciali ci stanno lavorando da mesi per recuperare la corretta attribuzione delle spese.
 Infatti molte di queste cifre che sono in ballo si riferiscono a sentenze ed ingiunzioni di pagamento che sono maturate nel 2011, ma che sono riferite ad anni precedenti. Il che impone di ritrovare le delibere di riferimento per elencare con precisione chi ha deciso e quando. Insomma torna la guerra sotterranea, ma non tanto, sulle responsabilità di una gestione a rischio che oppone il centrodestra al centrosinistra e che forse è ormai al capolinea. E non è improbabile che – al di là della spending review che impone la ricognizione di questi debiti – alla soluzione di questo enigma abbia concorso l’arrivo della GdF negli uffici provinciali, con il conseguente sequestro di tutto il materiale che riguarda i debiti e le spese, ivi comprese quelle che riguardano i costi della politica dei gruppi politici in Consiglio sui quali sarebbero emersi comportamenti censurabili.
Sebastiano Calella