Corruzione, l'appello dell'Idv alla Regione: «aderisca all'appello di Libera»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’Italia dei Valori aderisce all'appello contro la corruzione e le mafie lanciato dalle Associazioni Avviso Pubblico e Libera.

 

Il partito dipietrista chiede, con una mozione presentata in Consiglio Regionale, all’intera Assemblea regionale di voler aderire.

«L'Italia dei Valori – dichiarano i consiglieri IdV in una nota congiunta - chiede al Consiglio regionale di voler sostenere la campagna di comunicazione realizzata per diffondere l’appello promosso dalle Associazioni Avviso Pubblico e Libera, per la formazione civile contro le mafie e la promozione di una campagna anticorruzione».

Nella classifica internazionale di Transparency International sulla percezione della corruzione, da oltre un decennio l’Italia è protagonista di un costante scivolamento, arrivando a collocarsi al 67° posto in graduatoria, dietro a Ruanda, Ghana, Tunisia, Lettonia e Namibia, che possono vantare una maggiore trasparenza delle decisioni assunte nel settore pubblico.

Un sondaggio del 2009 (Eurobarometro) mostra che il 17 per cento dei cittadini italiani, nel corso del 2008, si sono visti chiedere o offrire una tangente, contro una media europea del 9 per cento.

Il peso della corruzione sui bilanci pubblici, stimato dal procuratore generale della Corte dei conti nel febbraio 2010 intorno ai 50-60 miliardi di euro l’anno, appare sempre più insostenibile a fronte delle difficoltà della finanza pubblica, cui occorre aggiungere la rendita incamerata dai corruttori che con le loro imprese si aggiudicano appalti grazie all’assenza di competizione e di controlli (stimato dalla stessa Transparency in circa il 40-50 per cento in media del valore di opere, servizi e forniture pubbliche) e il costo sociale che discende dai “segnali” distorti che indirizzano le scelte nel mercato e nella società.

«La prassi della corruzione – concludono i consiglieri - intacca alla radice il vincolo di fiducia che lega i cittadini alle istituzioni rappresentative, producendo un costo politico non quantificabile. La corruzione, in altri termini, non scava soltanto voragini nei bilanci pubblici, ma genera un pericoloso deficit di democrazia».

05/04/2011 10.38