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Elezioni. 215 partiti in corsa. Due giorni per stabilire chi non è regolare

Il ministro dell’Interno deciderà entro martedì

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Elezioni. 215 partiti in corsa. Due giorni per stabilire chi non è regolare
ROMA. La corsa frenetica per depositare al Viminale i simboli e aggiudicarsi la possibilità di partecipare alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio si è conclusa.

Cominciata venerdì 11 alle 8 si è chiusa ieri  alle 16:15 i contrassegni presentati (219 se si prendono in considerazione quei partiti come, per esempio, il Pdl che ne ha depositati due, il 196 e il 196A). L'ultimo simbolo presentato, il numero 215, é dell' "Unione popolare".
Il dato è leggermente in aumento rispetto alle ultime politiche del 2008 quando i simboli depositati erano stati 181 (quelli accettati 153). Contestualmente alla presentazione dei contrassegni i partiti hanno anche depositano le dichiarazioni di collegamento in coalizione e il programma nel quale è indicato il nome del capo della coalizione. Ora la parola passa al ministero dell'Interno che dovrà analizzare, uno per uno, i simboli è stabilirne la regolarità. Avrà due giorni di tempo, domani e martedì, per farlo.
In caso di irregolarità il Viminale invita il diretto interessato a modificare il simbolo entro 48 ore. Il depositante può ottemperare alle richieste del ministero oppure decidere di fare ricorso all'Ufficio centrale nazionale presso la Cassazione che, a sua volta, ha altre 48 ore per decidere.
L'Ufficio è composto da magistrali e la sua decisione è inappellabile.

BEPPE GRILLO FARLOCCO
Vi è particolare attesa per la decisione che il ministero prenderà sul simbolo del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, "clonato" con un contrassegno identico ad eccezione dell'indicazione del nome del leader. La Lega nord ha già presentato tre esposti, messi agli atti, contro tre simboli che ritiene siano lesivi di quello autentico.
Si tratta del simbolo "Lega veneta Repubblica","Lega padana" e "Prima il nord". Sempre la Lega ha dovuto, invece, ritirare oggi il simbolo "Maroni presidente" perché il nome del leader compare anche in quello della Lega nord e, sempre secondo il regolamento, non è possibile.
Al di là dei simboli delle coalizioni maggiori con i tre principali capi-coalizione (Monti, Bersani, Berlusconi) nel vasto panorama dei contrassegni e degli imprevedibili sostenitori anche questa volta se ne sono distinti alcuni per originalità e eccesso.
Un posto speciale merita il simbolo numero 193, "Voto di protesta. Diritto alla dignità. Beppe Cirillo.it", che oltre a fare il verso a Beppe Grillo, propone una tassa sul tradimento e un vademecum per il corteggiamento in 14 punti. Il promotore, Beppe Cirillo, psicologo napoletano, suggerisce a Berlusconi il testo di una lettera, con tanto di cuoricini, per riconciliarsi con Veronica Lario. Il numero 194 é del simbolo "Come ci hanno ridotti" di Mario Martinoli che recita Pasquino e si schiera per il "bipolarismo puro"; nel simbolo un malcapitato vestito di stracci con un fagotto in spalla. Più che esplicito il simbolo 185 "Fuori tutti": una mano con il polsino della camicia con i colori del tricolore indica una porta semiaperta. C'é anche il Movimento mamme del mondo e il Partito nazionale stranieri in Italia. "Democrazia europea" rivendica una regione del Salento. Comparso anche il simbolo del Partito repubblicano italiano, quello di Stefania Craxi; di Pannella "Amnistia, giustizia e libertà".