Grillo torna in Abruzzo e avverte: «se resta simbolo tarocco disertiamo le elezioni»

Giovedì prossimo sarà a Teramo e a Chieti

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ABRUZZO. Giovedì prossimo Beppe Grillo sarà nuovamente in Abruzzo, a meno di un mese dall’ultima volta.

Ci sono infatti anche Teramo e Chieti tra le tappe dello ‘tzunami tour’ che il popolare comico genovese, promotore del Movimento 5 Stelle e candidato premier, affronterà a bordo del camper fino alla vigilia delle elezioni. L’ultima apparizione è prevista il 22 febbraio a Roma.
Ieri al Viminale il movimento ha scoperto che qualcuno aveva depositato prima di loro un simbolo del tutto simile a quello dei grillini.
«Abbiamo fatto ricorso», scrive oggi Grillo sul suo blog. «Dovremo aspettare martedì pomeriggio per sapere se il M5S parteciperà alle elezioni. In caso della presenza di un simbolo confondibile non parteciperemo. Questa è l'Italia che non c'è più, che non ci appartiene, che va cambiata dalle fondamenta. Se entreremo in Parlamento lo apriremo come una scatola di tonno. Se non ci lasceranno partecipare si prenderanno la responsabilità della delegittimazione dello Stato e delle inevitabili conseguenze».
E sempre sul proprio blog Grillo ha denunciato tutte le anomalie della consegna dei simboli alla quale ha partecipato personalmente.  «Il deposito è aperto a tutti, anche a chi non ha raccolto una sola firma con il suo simbolo. I moduli con le firme vanno depositati la settimana successiva nei vari tribunali delle circoscrizioni, quindi chiunque può partecipare alla farsa. Il giorno fatidico arriva quando arriva, a sua discrezione, è come la sorpresa dell'uovo di Pasqua. All'improvviso, nella settimana del deposito, vengono poste le transenne davanti al ministero degli Interni: è il segnale che è scoccato il momento della coda».
«Se stai mangiando un maritozzo nel bar davanti o ti sei appostato nell'appartamento con vista sul Viminale o hai ricevuto una soffiata, allora hai un'alta probabilità di occupare il primo posto della fila«, va avanti. «Una volta piazzato lì, in piedi, come uno stoccafisso, nessun pubblico ufficiale ti lascia un riscontro della tua posizione: un bigliettino, un pezzo di carta di formaggio, un numero della tombola. Devi difendere il posto come in trincea. Rimpiangi le Poste Italiane che hai sempre disprezzato, da loro almeno sai quando aprono, ti danno un numerino e stai in un luogo caldo. La fila si forma dal pomeriggio di lunedì 7 gennaio, ma gli uffici accettano il deposito solo dalle ore 8 di venerdì 11. 90 ore al freddo, di giorno e di notte, con i turni e le tazze di caffè caldo». Poi arrivati dentro si può scoprire pure che qualcuno ti ha rubato il simbolo.  
«Chiunque abbia gestito l'Italia nei secoli, dai Romani ai Goti, dai Longobardi agli Spagnoli, dai Borboni ai Savoia, si vergognerebbe di fronte a un simile spettacolo».