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Abruzzo Elezioni, arrivano i "Fratelli d’Italia" «per convincere i delusi del Pdl»

Gatti, Ricciuti e Di Matteo nel nuovo movimento. Scissioni e veleni

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Gatti, Ricciuti, Di Matteo

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ABRUZZO. «Una scelta coraggiosa», «una alternativa per i tanti delusi del Pdl», «siamo in tre ma presto arriveranno anche gli altri».
E’ vero, al momento sono in tre, come i moschettieri: l’assessore Paolo Gatti, i consiglieri Luca Ricciuti e Emiliano Di Matteo. Si sfilano dal Pdl che li avrebbe delusi ed entrano nel movimento Fratelli d'Italia, creato da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto. Oggi in Consiglio regionale si è formato il nuovo gruppo che potrebbe vedere nelle prossime ore nuove adesioni.
E stamattina il deputato Marco Marsilio è arrivato a Pescara per il «battesimo in Abruzzo». Con loro c'era anche Antonio Tavani, vice presidente della Provincia di Chieti. Accogliendo i tre consiglieri nel movimento, Marsilio ha parlato di «persone di spessore e valore». «Loro rompono il ghiaccio - ha aggiunto - e molti si stanno avvicinando e cercheranno di capire».
Trattative sarebbero in corso anche con gli altri consiglieri regionali Pdl Alessandra Petri, Emilio Iampieri, Lorenzo Sospiri e Nicolettà Verì
«E' una scelta di coraggio - ha detto Gatti annunciando l'adesione al movimento - e la facciamo senza rimpianti. Avremmo potuto scegliere una strada piu' comoda o di opportunismo ma non lo abbiamo fatto e non ci sono dubbi sulla nostra permanenza in questa meta' del campo, cioe' nel centrodestra. Da tre anni - ha ricordato - ho assunto una posizione critica sul Pdl ma non ce l'abbiamo fatta, pur avendoci provato fino alla fine. Ci rivolgiamo ai tanti delusi del Pdl, e sono milioni, offrendo una diversita' che passa attraverso i nomi inseriti nelle liste, non i simboli. Per ora partiamo in tre, e ci sono molti interessati su tutto il territorio regionale ma per entrare bisogna essere convinti al 100 per cento. Noi siamo quelli convinti del progetto».
Ricciuti ha approfittato di questa occasione per attaccare il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente e il governo Monti sulle scelte compiute per la ricostruzione dell'Aquila e ha messo in evidenza che «tutte le conquiste ottenute per il capoluogo di regione grazie al governo Berlusconi sono state smontate dal compagno Barca».
Della scelta di aderire a Fratelli d'Italia ha spiegato che l'obiettivo e' una «maggiore tranquillita' e serenita', senza condizionamenti di qualsiasi natura».
Sono tre i principi seguiti da Di Matteo, che sono «coerenza, speranza ed entusiasmo», per restare in un «centrodestra che deve rinnovarsi».
«Noi - ha aggiunto - ampliamo l'offerta del centrodestra e non siamo la riedizione di nulla, ne' di An ne' di Fi».
Per Tavani, invece, gli uomini e le donne di Fratelli d'Italia hanno la «responsabilita' di convicere il popolo del centrodestra che ci puo' essere un centrondestra nuovo». Marsilio ha evidenziato il concetto che «chi rappresentera' l'Abruzzo a Roma sara' scelto dall'Abruzzo e non da Roma».

MARCO DI MICHELE MARISI: «IL CUORE MI HA CHIAMATO»
Anche Marco Di Michele Marisi ha aderito a Fratelli d’Italia: «ho rassegnato le mie dimissioni irrevocabili dal Coordinamento provinciale di Chieti de Il Popolo della Libertà e dal partito stesso», annuncia. «Cambio uno strumento, dunque, ma sono sempre più convinto degli Ideali con i quali sono cresciuto e per i quali mi batto, e che camminano sulle gambe degli uomini. Al Popolo della Libertà  ho dato tanto. Ora, però, sono venuti meno i presupposti. Ho cercato fino all’ultimo di rimanere, di credere ancora nel Pdl, di continuare a chiedere una organizzazione del partito con congressi, primarie, momenti di partecipazione. Nulla di tutto ciò, purtroppo. Le primarie nazionali che avevano ridato speranza non solo a me, ma a tanti altri militanti e simpatizzanti, sono state cancellate. Una occasione irripetibile per misurare il consenso, per rilanciare il partito, per far “riappassionare” i delusi, per far luccicare gli occhi a chi credeva che quel partito potesse farcela ancora una volta, nonostante il corso degli eventi».

PDL IN ACQUE AGITATE
E dopo l’allarme lanciato ieri dal presidente della Provincia Guerino Testa («temo con terrore che si ricandideranno i soliti noti») anche gli assessori regionali Gianfranco Giuliante, Mauro Febbo, Luigi De Fanis e Angelo Di Paolo toccano lo spinoso tema delle elezioni.
«Il territorio dovrà fare la sua parte», dicono i quattro e si augurano «la necessaria rappresentanza dei singoli territori». Ma gli assessori contestano anche il comportamento di alcuni colleghi (non fanno esplicitamente il nome ma il riferimento ai ‘Fratelli d’Italia sembra chiaro) che «stanno prediligendo passaggi romani o appaiano ondivaghi circa possibili approdi in nuove formazioni disposti ad ospitarli».
Un atteggiamento che non convince e che non piace, «lesivo per una logica corretta di partito, ma che può provocare pericolosi contraccolpi anche per i futuri equilibri regionali, tenendo conto dell’appuntamento elettorale del prossimo anno».
Per Giuliante, Febbo, De Fanis e Di Paolo così come in poche settimane la determinazione del presidente Berlusconi «ha fatto lievitare consensi e prospettive di vittoria, riteniamo che una classe dirigente “coerentemente omologa” voglia lavorare in sintonia per una rimonta che ogni giorno diventa sempre più evidente».