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Pescara. Ranieri e il passaggio a Fli, Sospiri: «lasci la Commissione Finanze o lo cacciamo noi»

«Ce la faremo egregiamente anche senza di lui»

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Pescara. Ranieri e il passaggio a Fli, Sospiri: «lasci la Commissione Finanze o lo cacciamo noi»

PESCARA. Il consigliere comunale di Fli Renato Ranieri deve dimettersi con effetto immediato dalla carica di Presidente della Commissione consiliare Finanze.
La richiesta viene reiterata (era già stata avanzata alcuni giorni fa) dal capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri che ricorda: Ranieri è stato messo lì nel 2009 in quanto esponente del Pdl. E se non se ne andrà lui sarà il partito a mandarlo via, avvisano.
Dunque dopo il ‘divorzio’ politico e il passaggio dal Popolo delle Libertà a Futuro e Libertà di Fini, gli ex alleati chiedono di saldare il conto. E si intima a Ranieri di lasciare pure le cariche che ha ricevuto da «una maggioranza di centrodestra all’interno di alcuni Collegi dei Revisori dei Conti di Enti pubblici sempre grazie alla sua militanza all’interno del Pdl, e che non mancheremo di ricordargli in Consiglio comunale. In caso contrario, sarà evidentemente il centro-destra a ‘dimissionarlo’».
Ma Ranieri prima di lasciare la Commissione Finanze vorrebbe concludere il lavoro iniziato, ad esempio giungere alla definizione della Tares, che sostituirà la Tarsu. Una decisone maturata, a detta del consigliere Ranieri «per restare accanto agli Uffici in un momento tanto delicato e non arrecare danni».
«Grazie per la premura», replica Sospiri, «ma gli Uffici sono capaci di lavorare anche senza la sua ‘assistenza morale e spirituale’. Ce la faremo comunque, anche senza la sua preziosa presenza, ma proprio per consentire agli Uffici di lavorare con tranquillità, gli chiediamo di nuovo di dimettersi subito dalla Presidenza della Commissione Finanze, già domani, in occasione della nuova seduta convocata per le 9».
Per il Pdl, dunque, l’assenza di Ranieri non si sentirà: «il lavoro sarà egregiamente portato avanti e proseguito dal vicepresidente della Commissione con l’ottimo assessore Filippello che, stia tranquillo Ranieri, già da un anno sta lavorando sulla modulazione della Tares e non si farà cogliere di sorpresa dalla novità contributiva».

RANIERI: «NON VOGLIO PRESSIONI»
«Mi dimetterà al più presto dalla Presidenza della Commissione, lo farà al più presto con la massima convinzione che sia un gesto dovuto e opportuno», replica Ranieri.
«Ricordo, però, che da quanto sono ripresi i lavori, dopo le festività Natalizie, la Commissione ha dovuto occuparsi da subito di alcune delibere importanti e quella convocata domani (Oggi, ndr) ed avente ad oggetto la Tares mi è stata chiesta dall'Assessore alle Finanze Filippello. Penso che iniziare ad analizzare la normativa inerente non sia cosa negativa, nessuno entrerà nel merito della formulazione delle tariffe e quanto meno del Regolamento visto che è compito dell'Assessorato e dell'Ufficio Tributi».
«Non comprendo e censuro», va avanti Ranieri, «ciò che è scritto e il tono utilizzato per le altre questioni trattate che riguardano la mia sfera personale e professionale. Sono un Commercialista ed un revisore Ufficiale dei Conti e i miei affari non debbano riguardare la politica, semmai per il rispetto della trasparenza amministrativa, debbo rendere noto i miei redditi sul sito del Comune di Pescara, essendo eletto, cosa che molti della maggioranza, Sospiri compreso, non fanno».
Ranieri ricorda inoltre di essere stato nominato dalla Regione presidente del Collegio Sindacale del Consorzio Industriale di Teramo «per le mie capacità professionali e nulla hanno che fare con la politica. Il revisore dei conti è, ai sensi del Codice Civile, indipendente ed obiettivo a tutela della imparzialità dell'attività di controllo non solo legale. Sono tenuto al rispetto dei principi dettati dalla normativa e delle regole deontologiche del proprio Ordine, posso essere rimosso solo per giusta causa e con decreto del Tribunale, proprio per evitare le ingerenze della politica su questioni così delicate e che hanno generato noti scandali societari in passato. La mia attività è sempre stata condotta nella massima trasparenza, imparzialità, indipendenza e obiettività e chiedo di non ricevere pressioni a tutela dei terzi e nel rispetto delle norme e dell'onorabilità dell'Ordine a cui appartengo».