POLTRONE IN PARLAMENTO

Liste Udc: sale De Matteis, scompare Adornato, tornano Menna e Di Giuseppantonio

I sostenitori di Casini dicono no a candidati paracadutati dall’alto

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Casini e De Laurentiis

Casini e De Laurentiis

ABRUZZO. Salgono le quotazioni di Giorgio De Matteis per una candidatura Udc alla Camera dei deputati, dopo che si è saputo di un suo incontro a Roma con il segretario del partito Lorenzo Cesa.

Di pari passo scendono quelle di Ferdinando Adornato che fino a pochi giorni fa era il “nemico” da respingere, almeno secondo una lettera che l’Udc di Chieti ha spedito a Casini per esprimere la sua assoluta contrarietà a candidature calate dall’alto.
Il messaggio era: «nessun aspirante onorevole paracadutato in Abruzzo», con riferimento proprio ad Adornato, un politico nazionale nato come Pci, transitato poi in Forza Italia e quindi approdato nell’Udc. In realtà nessuno aveva “paura” di Adornato, anche se in passato nella Dc ci sono stati paracadutati eccellenti, quindi si scriveva Adornato e si leggeva Giorgio De Matteis, come usava con lo specchio magico che era una specialità della vecchia Dc.
Nel senso che il messaggio che si voleva far arrivare all’Udc nazionale era che a decidere le candidature deve essere il territorio. E siccome in Abruzzo il serbatoio più importante di voti per Casini è la provincia di Chieti - che ha il doppio dei voti delle altre province e molti sindaci ed il presidente della Provincia ed il capogruppo alla Regione – il messaggio non era contro Adornato ma per una candidatura locale. Allora le quotazioni in salita di De Matteis sono un bluff della segreteria nazionale? E’ probabile, perché a decidere non sarà Cesa, ma Casini che ha l’ultima parola. Quindi la notizia di questo incontro romano potrebbe essere interpretata in un altro modo: l’Udc a Roma agita lo spauracchio del capolista aquilano in attesa di testare le reazioni degli iscritti della provincia di Chieti. Se saranno veementi – come è stato minacciato – Giorgio De Matteis sarà invitato a lasciare il posto da capolista così come sarà cercata un’altra regione per Adornato, il figliol prodigo da accontentare per giochi nazionali di più largo respiro. E così si aprirà un’autostrada per le candidature di Tonino Menna e di Enrico Di Giuseppantonio, i quali – secondo il più classico dei copioni democratici cristiani – saranno messi l’un contro l’altro per raschiare dal territorio fino all’ultimo voto ed assicurarsi un posto, magari due, alla Camera dei deputati. Infatti le manovre contro De Matteis sono già iniziate, con i cannoni ad alzo zero. Perché anche Menna è andato a Roma a parlare con Cesa, così come Rodolfo de Laurentiis che non ha certo perorato la causa del suo avversario aquilano. Che forse un errore lo ha commesso: nell’ultima votazione alla Regione, De Matteis si è schierato con Chiodi mentre l’Udc ha votato contro e questo non è stato un punto a suo favore. E così ieri è partita per Roma un’altra lettera in cui si elencano le ragioni del no a De Matteis. La richiesta finale è sempre la stessa e cioè un candidato locale (rectius: chietino) in possesso dei requisiti che Monti ha indicato nel suo identikit valido per i candidati della sua Agenda: possibilmente un professionista, radicato sul territorio e senza avvisi di garanzia. La lotta per la candidatura da capolista, quella che assicura l’elezione, dunque si restringe a Menna e Di Giuseppantonio. Il primo vanta di aver preso voti in tutti i 104 Comuni della Provincia, il secondo respinge le critiche di aver abbandonato la presidenza solo pochi mesi prima del suo scioglimento per le elezioni regionali.

Sebastiano Calella