POLITICA

Ranieri lascia il Pdl e approda a Fli. Sospiri: «è un traditore, proprio come Fini»

Pignoli: «ora il Popolo della Libertà teme di perdere altri consiglieri»

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Renato Ranieri

Renato Ranieri

PESCARA. Un addio non proprio a sorpresa quello del consigliere comunale Renato Ranieri che lascia il Pdl e approda a Futuro e Libertà.

Critico da tempo con il governo Mascia e al fianco dell’opposizione, nei mesi scorsi, nel caso, ad esempio, dello stadio Adriatico e dei presunti arretrati da parte della società calcistica. Voce fuori dal coro anche sul caso Pescara parcheggi e a cavallo tra 2012 e 2013 il sospirato addio al partito.
Ranieri adesso siederà in Consiglio accanto a Massimiliano Pignoli che nei giorni scorsi ha presentato contro il sindaco una mozione di sfiducia.
«La mia è una decisione dolorosa e non nascondo la commozione», scrive Ranieri che ringrazia «tutti gli amici del Pdl».
Cresciuto politicamente, sin dall’inizio nel lontano 1996 in Forza Italia, «ho ritrovato un gruppo di uomini veri e di amici capaci di stringersi ancor piu’ forte in nome e per conto di quella passione che ci univa.
Il mio intendere “fare politica” è proprio questo, passione, sacrificare se stessi, il proprio tempo, le cose care al fine di donarsi agli altri, al bene comune».
Ranieri parla anche di una «passione disinteressata» e spiega di essersi impegnato «per uno scopo, per il raggiungimento di un risultato. La mia azione è stata sempre condotta nel rispetto delle regole, nella massima onestà e soprattutto nel rispetto delle tante persone che mi hanno votato e creduto in me.
E proprio pensando a loro che ritengo chiusa la mia lunga e personale esperienza nell’attuale Pdl che tante opportunità mi ha fornito, ma tanto ha ricevuto dal mio impegno».
«Ho posto sempre l’interesse generale su tutto», assicura, «ma, purtroppo, sono stato più volte frenato dalla incredibile forza dell’assenza del sereno confronto, del coinvolgimento, della distanza e dall’assordante silenzio di chi tace o preferisce altri comodi e convenevoli tavoli di incontro. Pescara è una cosa seria e la nostra Regione va considerata nel suo insieme. Tutti i cittadini devono avere voce tramite noi, la Politica, e devono avere risposte. Tutti. Nessuno escluso. Io voglio continuare a donarmi alla cosa più importante a cui da alcuni anni ho dedicato tutto me stesso, la mia Città, Pescara, che amo, senza dovermi piegare e senza rinunciare al mio senso del dovere per opportunismo. Desidero allargare il mio impegno donandomi al nostro territorio regionale, ponendo quali punti essenziali lo sviluppo e il rispetto dei diritti civili, oltre al rigore e alla riduzione dei costi della politica».

Ranieri spiega di credere «al progetto di rinnovamento che Futuro e Libertà intende realizzare, un proposta che consentirà un ricambio generazionale vero, perché è contraria ad una politica impermeabile alle modificazioni strutturali di una società divenuta antipolitica».
Non l’ha presa bene il coordinatore del Pdl, Lorenzo Sospiri: «Ranieri ha il dovere di dimettersi dalla carica di consigliere se ha scelto di andare all’opposizione. Oggi dovrebbe avere il coraggio di spiegare ai suoi elettori, che lo hanno votato come rappresentante del Pdl e non certo per stare con il centro-sinistra, le ragioni reali della sua scelta». Per Sospiri il cambio di casacca in politica «è imperdonabile e inqualificabile. È ingiustificabile, in politica, farsi eleggere usufruendo dei voti di un partito, il primo della coalizione di centro-destra, lo stesso del sindaco eletto, per poi fare gli ondivaghi e infine andarsene all’opposizione come se nulla fosse. Ha chiesto il parere dei suoi elettori il consigliere Ranieri? Ovviamente è superfluo sottolineare che, avendo ‘tradito’ il proprio partito di riferimento, il consigliere Ranieri non poteva che scegliere il partito guidato dal ‘traditore’ Gianfranco Fini».
Per Pignoli quelle di Sospiri sono «scuse e accuse risibili». Per l’esponente di Fli «il Pdl è diventato un contenitore, una scuola vuota, dove da tempo la discussione politica sui problemi non c’è. Il consigliere Ranieri si è reso perfettamente conto di come invece Fli, a differenza del Pdl, lavori per e al fianco dei cittadini. La sua decisione, di lasciare la maggioranza e aderire ad un partito di opposizione, perdendo anche la presidenza della Commissione Finanze, dimostra come lui non tenga alle poltrone, ma alla serietà di un progetto che Fli potrà garantirgli nel tempo. D’altronde di fronte ad un Berlusconi camaleonte che un giorno dice che si candida e l’altro no, c’è Gianfranco Fini che è stato fra i primi ad intraprendere con decisione la via del riformismo, abbandonando il populismo berlusconiano».