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Occupazione suole pubblico, balneatori nel mirino: Comune Pescara batte cassa

Padovano: «Non possiamo pagare due volte»

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MARE SPIAGGIA STABILIMENTI
PESCARA. Il Sib/Confcommercio Pescara, associazione provinciale Stabilimenti Balneari, chiede al Comune di Pescara la convocazione di un tavolo urgente.

C’è infatti da discutere sul problema delle richieste di pagamento retroattivo relative all’occupazione del suolo pubblico sul lungomare, inviate nei giorni scorsi ad alcuni concessionari demaniali.
L’Aipa è tornata a sollecitare quei balneatori interessati al pagamento del Cosap al rispetto dei propri obblighi nei confronti del Comune di Pescara
Per l’associazione dei balneatori, però, le richieste «appaiono totalmente immotivate» e i proprietari degli stabilimenti contestano il fatto che siano arrivate comprensive di sanzioni «spropositate», in considerazione del fatto che il lungomare di Pescara, compreso il marciapiede, fa parte del demanio marittimo.
«Per questo», spiega il presidente Riccardo Padovano, «il canone per l’occupazione del suolo pubblico con tende, tavolini ed altro è già calcolato e pagato mediante il canone demaniale che ogni stabilimento balneare versa annualmente. Non è pensabile che occorra pagare due volte per usufruire dell’occupazione della medesima area. Non capisco, inoltre, l’atteggiamento di alcuni esponenti politici che oggi hanno preso una netta presa di posizione palesando una disparità di trattamento fra la nostra categoria ed altre.
Evidentemente non hanno approfondito la questione che non riguarda un privilegio da concedere alla categoria ma solo il riconoscimento del fatto che l’area in questione è già ricompresa nel titolo per il quale paghiamo un canone omnicomprensivo. Siamo, inoltre, fiduciosi che la Corte d’Appello dell’Aquila possa riconoscere quanto da noi sostenuto in quanto le nostre motivazioni sono fondate su presupposti giuridici».
I consiglieri Enzo Del Vecchio e Camillo D’Alessandro se la prendono invece con il consigliere comunale Lorenzo Sospiri (Pdl): «invoca stranamente solo oggi la sospensione di tutto e chiede di attendere l’esito dell’eventuale appello proposto dagli interessati».
I due esponenti del Pd parlano di «pochezza del gesto politico» che farebbe «dubitare fortemente anche della capacità di giudizio giuridico da parte dello stesso Sospiri la cui iniziativa può solo corrispondere a quella insana strumentalizzazione utile solo a fare da cassa di risonanza per il prossimo appuntamento politico alimentando solo illusioni e delusioni. Molto più concretamente, invece, come Partito Democratico interesseremo le Commissioni competenti del Comune perchè affrontino nel merito e senza demagogia la delicata questione», chiudono Del Vecchio e D’Angelo.