POLITICA

Piccone: «Specchio tesserato del Pd», ma il partito smentisce

«Falsità berlusconiane come Ruby nipote di Mubarak»

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Piccone: «Specchio tesserato del Pd», ma il partito smentisce
L'AQUILA. «Oggi alcuni politici che accusano Specchio dimenticano di dire che egli è stato sempre un iscritto al Pci e al Pd».


La frase è stata pronunciata nei giorni scorsi dal sindaco di Celano Filippo Piccone (Pdl) che ha replicato così alle accuse dell’opposizione di centrosinistra.
Mentre il gip del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella Resta, ha deciso che il direttore generale della Provincia debba restare in carcere fino al al 10 gennaio del nuovo anno, all’esterno non si placano le polemiche.
Specchio è finito in carcere con le accuse di corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato, abuso d'ufficio e falso ideologico in atti pubblici, sugli appalti per la messa in sicurezza degli istituti scolastici di Avezzano e Sulmona fuori "cratere. Subito dopo l’arresto, qualcuno aveva definito il direttore generale «uomo di Piccone», in quanto proveniente dal Comune di Celano.
«E’ l'ennesimo tentativo», ha replicato seccato il sindaco senatore, «di coinvolgere la mia persona in fatti che sono da me distanti anni luce sia per la loro natura».
Piccone ha ricordato poi che Specchio è arrivato in Comune grazie ad una delibera dell'allora sindaco Italo Taccone che lo assunse dopo una esperienza fatta dallo stesso tecnico presso il Comune di Aielli. Durante l'amministrazione Taccone, Specchio gestì come responsabile dell'Ufficio comunale preposto circa 21 miliardi di lire di lavori eseguiti a Celano: «non comprendo come mai l'attuale opposizione giudica reprensibile e onesto Specchio sotto l'amministrazione Taccone e lo giudica avvezzo alla corruttela sotto l'amministrazione Piccone», dice il senatore.
Ma sulla tessera del Pd di Specchio replica il coordinamento provinciale del partito che denuncia un tentativo di «addormentarne le coscienze e mistificare la realtà che è sull’orlo della follia».
«Specchio è un iscritto al Pd come Ruby è la nipote di Mubarak», dicono dal partito. «Continua la politica della presa in giro già ampiamente utilizzata da Berlusconi. L’unica colpa del Pd è quella di aver chiesto più volte, sia in consiglio Provinciale, sia con un interrogazione Parlamentare e sia sulla stampa chiarezza sulla gestione opaca dei fondi destinati per la messa in sicurezza delle scuole. Ogni nostra sollecitazione ad una maggiore trasparenza è sempre caduta nel vuoto e le nostre richieste della documentazione delle procedure eseguite non è mai stata corrisposta. Ci siamo appellati anche al Prefetto, ma neanche questo è servito per avere la documentazione. Il problema di fondo è che quando i conti non tornano si cerca sempre di fare da scaricabarile, di tutta questa situazione ne beneficiano soltanto gli speculatori non certo studenti ed insegnanti che sono i veri penalizzati dell’intera vicenda».