Pdl Avezzano, lasciano tre under 40: «Silvio non ha più niente da dare»

«Non considerateci grillini»

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Pdl Avezzano, lasciano tre under 40: «Silvio non ha più niente da dare»


AVEZZANO. Il coordinatore cittadino Alfredo Chiantini, e i membri del coordinamento Luca Marco Aurelio e Giuseppe Petracca, tutti under 40, lasciano il Pdl.
«La nostra non è una scelta "contro"», assicurano, «ma piuttosto per una nuova fase del centro destra».
Per i tre l’elettorato di centrodestra non si fiderebbe più del Popolo della Libertà, «perché non capisce più che cosa vogliamo e non vede la serietà e l’affidabilità necessaria per governare le città, le regioni ed il Paese. Oggi c’è in gioco il futuro dell’Italia, ma i nostri Deputati e Senatori sembra che lo abbiano dimenticato»
Ma l’abbandono, chiariscono, vuole essere un segnale che esiste una discontinuità, «che nell'area del centrodestra c'è un mondo pensante, seppur pigro, sommerso e a volte timoroso, che vuole far parte di un percorso politico ma che cerca regole chiare, democratiche e condivise».
Non manca una stoccata anche «al vecchio leader», ovvero Silvio Berlusconi che è tornato in campo: «ormai non sembra poter dare più niente al movimento». I tre chiedono di non essere considerati dei grillini: «noi non vogliamo disfare per non ricostruire. Prendiamo soltanto le distanze da un modo di fare politica che non ci interessa».
«La decisione è stata per noi molto dura da prendere», assicura Luca Marco Aurelio, «ma per chi non vive di politica rimanere in una nave che punta l'iceberg senza che nessuno dei comandanti fa nulla per evitarlo è veramente molto difficile».
«Non lasciamo per colpa di Silvio, così come qualcuno ha voluto banalizzare», assicurano, «ma lasciamo perché abbiamo la volontà di mostrare a quanti rimasti delusi dal Pdl che esiste ancora una parte, giovane e dinamica, dalla quale e con la quale poter ripartire».
Nessuno dei "capi" si è strappato i capelli per il loro abbandono e loro se ne sono accorti: «è ancor più vero», sottolineano, «che non ci aspettavamo altro da chi, da tempo, è impegnato a perdere consensi non solo elettorali».