L'AQUILA-AVEZZANO

Fondazione Italia: «sui direttori della Provincia due pesi e due misure. Perché?»

«Perché oggi il presidente è così agguerrito contro Specchio»

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Fondazione Italia: «sui direttori della Provincia due pesi e due misure. Perché?»

L’AQUILA. La politica è stata scossa nuovamente dall’ennesima inchiesta che potrebbe dimostrarsi insidiosa se gli orizzonti della procura de L’Aquila dovessero allargarsi.
Sull’arresto di Valter Specchio, futuro ex direttore generale della Provincia de L’Aquila, si sono espressi in molti in questi due giorni e addirittura lo stesso presidente della Provincia Del Corvo, prima ancora dell’interrogatorio di garanzia dell’indagato, ha rilasciato dichiarazioni chiare che tendono ad una condanna, seppure morale, dell’operato dell’alto funzionario pubblico e si è detto pronto a sostituirlo affinchè la macchina amministrativa non subisca ulteriori danni.
Anche l’attuale assessore al Comune de L’Aquila, Stefania Pezzopane (già ex presidente della Provincia) ha condannato pesantemente la condotta emersa dalle carte dell’inchiesta, condotta che descrive in maniera netta un certo modo di agire che non si addice –comunque la si pensi- a chi è rappresentante di un ente pubblico.
Ed è proprio da queste due esternazioni (Del Corvo e Pezzopane) che il movimento politico Fondazione Italia parte per muovere alcune riflessioni e domande sull’accaduto.
Fondazione Italia si era schierata appena poche settimane fa contro l’ex direttore generale della Provincia de L’Aquila (era Pezzopane), Giovanni Di Pangrazio, attuale sindaco di Avezzano che era stato oggetto di un controllo della guardia di finanza la quale aveva ravvisato un presunto danno erariale in merito agli incarichi espletati da Di Pangrazio alla Provincia. La pubblicazione delle carte soltanto su PrimaDaNoi.it ha però fatto adirare il primo cittadino mentre la Provincia dal canto suo (senza mostrarci le carte) ha inviato una memoria nella quale si diceva che lo stesso ente aveva di fatto confutato le accuse sul danno erariale. A quanto se ne sa nessuna conseguenza né amministrativa né penale ha avuto quella relazione pesante mentre si è appreso in seguito che lo stesso Di Pangrazio ha svolto ruoli simili anche presso il Comune de l’Aquila e pure in quel caso pare sia stato oggetto di un controllo. Non è facile scardinare il muro di omertà che circonda tali tipi di documenti ma la ricerca continua.
Il segretario nazionale, Gianluca Pellino, del Movimento Fondazione Italia, oggi si domanda come mai «Stefania Pezzopane dopo la pubblicazione qualche settimana fa del dossier per danno erariale sull’operato del suo direttore non ha fatto nessun commento in merito? Perchè invece oggi è così agguerrita sul caso Specchio?»
Pellino chiede inoltre al Procuratore dell’Aquila «per quale motivo -viste le inchieste giornalistiche e l’appello che lei ha fatto ai giornali nei giorni passati che i cittadini devono contribuire a vigilare- la procura non ha indagato sull’operato dell’ex Presidente Stefania Pezzopane negli anni tra il 2005 e la primavera del 2010?».
«Come mai il presidente Del Corvo», ha concluso Pellino, «a settembre sulla questione del danno erariale del dottor Di Pangrazio ha espresso la sua solidarietà a Di Pangrazio ed oggi non si esprime nei confronti del direttore Specchio? Noi di Fondazione Italia chiediamo con forza che la Magistratura faccia il suo corso e sia garante per tutti i cittadini ed non abbia come si vuol dire un peso e due misure».