CONSIGLIO COMUNALE

Lanciano, passa l’assestamento di bilancio ma la minoranza non c’è

I consiglieri di opposizione: «non c’è trasparenza, né legalità»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1400

Lanciano, passa l’assestamento di bilancio ma la minoranza non c’è
LANCIANO. Il Consiglio comunale di Lanciano ha approvato l'assestamento al bilancio 2012 per 1 milione di euro.

Approvate anche una serie di mozioni tra cui la richiesta di dimissioni del manager della Asl2 Lanciano-Vasto-Chieti Francesco Zavattaro. Il Consiglio straordinario, iniziato alle 9, si è concluso intorno alle 18 dopo l'esame di 24 punti all'ordine del giorno, tra cui la manovra di assestamento di bilancio.
Erano presenti in aula i soli consiglieri della maggioranza di centrosinistra e Polo Civico; la minoranza ha partecipato con i 4 capigruppo in mattinata per pochi minuti, intorno alle 11, il tempo necessario a dare lettura di un telegramma spedito a Prefetto di Chieti e presidente del Consiglio comunale circa la illegittimità della convocazione dell'assise civica.
«Non c’è rispetto della legalità, della trasparenza e della democrazia», attaccano i consiglieri di opposizione Manlio D'Ortona, Graziella Di Campli, Marco Di Domenico, Luciano Bisbano, Paola Bomba, Errico D'Amico, Tonia Paolucci, Ermando Bozza, Eugenio D'Ovidio.

«Il Consiglio comunale convocato per lunedì non ha rispettato le più elementari norme previste dalla legge e dal regolamento consigliare in merito alle procedure per la sua convocazione. Essa è infatti nulla perché non firmata dal Presidente del Consiglio ma da consigliere non avente i relativi poteri. Inoltre, la notifica della convocazione risulta priva di qualsiasi documentazione inerente i 24 punti all'ordine del giorno».

E l’opposizione attacca il presidente del Consiglio oggi in carica: «ha evidenziato e continua ad evidenziare superficialità e approssimazione nell'esercizio di una funzione che dovrebbe garantire pari opportunità per tutti i consiglieri al fine di assicurare un corretto svolgimento dell'attività amministrativa e l'esatta gestione delle problematiche di interesse generale».

Ma per i consiglieri è «inaccettabile» la mancanza di regolarità e costanza nella calendarizzazione dei Consigli comunali, «con l'assurdità di convocarne uno con 24 punti all'ordine del giorno, riportante argomenti anche superati, come per esempio la mozione sul riordino delle province».