LA PROTESTA

Parco della Costa Teatina, l’incognita Ortona: «che fine fanno le promesse elettorali?»

«La giunta D’Ottavio mostri di essere diversa dalla precedente»

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ORTONA. Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra esponenti della attuale giunta e le associazioni.

Tema della riunione il parco della Costa teatina e la deriva idrocarburi.
I rappresentanti della Costituente ‘Vogliamo il Parco’ hanno puntato tutto sulla importanza strategica di procedere, a livello comunale prima ancora che regionale, alla suddivisione in zone di tutela (da quella integrale fino alla meno vincolante) contestualmente alla proposta di perimetrazione.
«In questo modo», spiegano il coordinatore Lino Salvatorelli e la referente Ortona Fabrizia Arduini, « il Comune può già individuare le aree soggette a particolari forme di sviluppo, compatibili con gli obiettivi del parco, sulla base della reale conoscenza del territorio e delle sue vocazioni e peculiarità».
Si è fatto anche presente che su Ortona grava solo un progetto di coltivazione, quindi sostanzialmente inamovibile - Miglianico, strettamente legato al Centro Oli per via della pessima qualità del petrolio- mentre l'altro progetto denominato Ortona, è ancora in fase di permesso. Per quest'ultimo il parco è un ottimo deterrente, almeno per le zone che ne ricadranno dentro.
La proposta di perimetrazione della passata amministrazione prevedeva l'inserimento della sola Riserva Punta dell’Acqua Bella. «E’ inaccettabile», dicono dalla Costituente, «e mostrava chiaramente quale fosse l’obiettivo recondito: lasciare il piede libero a petrolio, industrie impattanti e cemento, favoriti anche dal PRG lasciato in eredità alla città».
La nuova giunta ha poco tempo ancora per mostrare che è diversa dalla precedente visto che se entro il 31 dicembre non presenterà, insieme agli altri comuni e alla regione, la propria perimetrazione, arriverà un commissario dal Ministero.
«Cosa dirà questa giunta agli agricoltori, ai commercianti, agli albergatori, ai B&B, ai giovani talentuosi che guardano alla green economy?», domandano Salvatorelli e Arduini. «“Quanta” Ortona entrerà dentro il Parco Nazionale della Costa Teatina, e quindi usufruirà anche dei finanziamenti e delle agevolazioni, che sempre più a livello UE si orientano verso una visione green?»
E la famosa zona industriale, quella del Centro Oli, in mezzo a sterminati vigneti e oliveti, sarà lasciata fuori, oppure sarà inserita nella zona a minor tutela del Parco (D) dove si possono prevedere sia insediamenti produttivi compatibili, che quelli di agricoltura intensiva, ma non quelli insalubri come appunto è un’industria petrolchimica?