POLITICA DELLE POLTRONE

Mascia frena l’Udc: «basta con i diktat e ultimatum»

«Impossibile una revisione delle deleghe ogni sei mesi»

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Mascia frena l’Udc: «basta con i diktat e ultimatum»
PESCARA. Risolto un problema ne salta fuori sempre uno nuovo.


Se infatti martedì scorso l’Udc ha assicurato l’appoggio sugli equilibri di bilancio torna di nuovo a farsi sentire il pressing per ottenere le deleghe dei settori Bilancio e Tributi (in mano al momento a due assessori del Pdl).
Martedì si torna in Consiglio e in quel caso le ‘pretese’ dell’Unione di centro potrebbero farsi sentire nuovamente.
Mascia, per la seconda volta in 16 giorni, torna a ribadire (inviando una nota pressocchè identica a quella di due settimane fa) che l’Udc ha sottoscritto tre anni e mezzo fa un ‘patto di inizio consiliatura’ «che va rispettato».
E sbotta: «Non è possibile che ogni sei mesi» i centristi escano «fuori con presunti problemi di natura programmatica. Non si può pensare di continuare a dover essere sottoposti a una revisione per una delega, o un posto di potere o il pretesto di una delibera, che sia Pescara Parcheggi o altro».
«Non accetto diktat né ultimatum da alcuno, a cominciare dall’Udc che, anch’essa, tre anni e mezzo fa, ha sottoscritto un patto di maggioranza».
Il sindaco fa poi notare ai centristi che oggi vantano una rappresentanza politica numericamente anche superiore rispetto a quello che il partito esprime, con un presidente del Consiglio comunale (Roberto De Camillis), massima espressione dell’assise civica, due assessori con deleghe pesanti (Serraiocco è tornato al Piano regolatore portuale dopo l’autosospensione e Porcaro alla Cultura) , e due Presidenti di Commissione.
E nel merito della riunione svoltasi due sera fa in Comune Mascia spiega «che Pescara Parcheggi è una società che va salvata: il bilancio 2012 non è ancora chiuso e vogliamo arrivare al prossimo anno con una società in buono stato di salute. Noi vogliamo salvare la società per collocare parte delle sue quote sul mercato, ma nelle migliori condizioni possibili anche per l’Ente Comune che deve arrivare in una posizione di forza. Dunque sia chiaro che l’apertura verso l’esterno – ha sottolineato il sindaco– è una scelta di tutta la maggioranza, di cui fa parte sicuramente anche l’Udc, la quale però non può continuare ad appuntarsi la medaglietta al petto come la ‘portabandiera’ di tale ipotesi».