POLITICA

Di Paolo ancora contro Di Primio: «racconta balle per giustificare il fallimento»

«Ha umiliato la sua maggioranza»

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Bruno Di Paolo

Bruno Di Paolo

CHIETI. Parole di fuoco che confermano che ormai il rapporto tra il sindaco Umberto Di Primio e il suo ex vice, defenestrato due settimane fa, è totalmente incrinato.

Una ricucitura tra i due, che fino ad un mese fa convivevano nella stessa giunta (non senza difficoltà), adesso appare veramente impossibile.
Era già chiaro dopo la conferenza stampa di fine ottobre quando il sindaco era arrivato a chiedere scusa ai cittadini per non aver cacciato prima Di Paolo dalla sua giunta.
E’ più che mai chiaro adesso che arriva la risposta dell’ex assessore.
Infatti dopo la presentazione ufficiale (sabato scorso) del nuovo numero due dell’amministrazione cittadina, ieri anche il segretario politico del Partito Giustizia Sociale ha convocato i giornalisti per fare il punto della situazione.
Secondo Di Paolo apponendo la firma sul provvedimento di nomina di Maria Rita Febbo, il sindaco avrebbe aperto ufficialmente la crisi della sua maggioranza politica evidenziando «l'inefficienza degli attuali assessori comunali» e «la poca considerazione per queste persone al suo fianco da due anni e mezzo».
E se da un lato avrebbe «sconfessato apertamente nove assessori su dieci», avrebbe anche «umiliato l'intera maggioranza all'interno del Consiglio Comunale, certificando la scarsa considerazione sulle capacità personali e soprattutto la mancanza di fiducia che riversa sui suoi consiglieri».
Di Paolo ha ricordato che l’«abile e votatissimo» Dario Marrocco, è stato nuovamente mantenuto tra color che son sospesi.

«IN MAGGIORANZA MA PIÙ CRITICI»
Adesso, come leader del terzo partito che ha sostenuto e votato il Di Primio alle elezioni del 2010, «nonostante le insanabili divergenze» annuncia che il gruppo consiliare di Giustizia Sociale, «per senso di responsabilità» continuerà a sostenere l'attuale amministrazione «seppure da una posizione più critica rispetto al passato» e, comunque, dall'esterno. Una scelta presa «solo per il rispetto che dobbiamo ai nostri elettori».

«AUTOCOMMISSARIAMENTO DEL SINDACO»
Per l’ex vice sindaco l'incarico fiduciario alla Febbo è da vedersi come un «autocommissariamento» da parte del primo cittadino che, «sempre più confuso ed incapace di gestire la macchina amministrativa» starebbe così tentando «l'ultima disperata capriola affidandosi ai consigli di una tecnica, che secondo lui dovrebbe risolvere tutti i guai di questa amministrazione».
E con questa scelta, ha detto ancora il segretario di Giustizia sociale, il sindaco si sarebbe sconfessato da solo: «solo qualche giorno fa nella sala gremitissima del Supercinema ha detto che la legge elettorale nazionale è uno scempio perchè nomina anziché eleggere i parlamentari mentre nel rapporto con i ciittadini è indispensabile “metterci la faccia” con la ricerca di consensi personali».
Poche ore dopo la nomina di Febbo che «non è passata dal voto popolare» . Se Di Primio voleva un esterno «poteva cercarlo tra i tanti disoccupati plurilaureati di Chieti in cerca di prima occupazione magari lasciando Febbo a godersi la imminente e meritata pensione».

«RACCONTA BALLE E NON FACCIA LA MORALE»
«La verità», è andato avanti Di Paolo, «è che il sindaco racconta ai cittadini un sacco di “balle” per giustificare il suo fallimento e magari cancellare quella macchia che ogni giorno si fa più scura».
L’ex assessore cita anche «ambienti politici» secondo i quali la situazione è ben chiara: «la nomina del nuovo assessore nasconde uno scopo ben preciso: Di Primio e pronto ad abbandonare la nave comunale ormai destinata ad affondare per tentare, per la seconda volta, la candidatura alla Regione sperando che almeno questa volta gli vada bene».
Di Paolo ha poi precisato di non aver gradito la lezione di moralità inviatagli via carta stampata: «parlando di me tira ripetutamente in ballo le parole “moralità” e “eticità”. No per favore no. Prendere lezioni di moralità da Di Primio e' davvero troppo. Voglio pensare che non ne conosca il significato della parola altrimenti starebbe zitto. In questi giorni non sono mai voluto scendere sul piano personale ma tutti i giorni, quando torno a casa di guardare negli occhi la mia famiglia. Per qualcuno può essere poco. Per me è un vanto di cui vado fiero».