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Lancianofiera: «il piano di rilancio non è blindato»

«Necessarie variazioni dello statuto»

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Lancianofiera: «il piano di rilancio non è blindato»
LANCIANO. Il piano di rilancio e ristrutturazione del Consorzio Fiera non è 'blindato', ma è aperto al contributo e ai suggerimenti dei soci dell'ente.

Lo sottolinea il presidente di Lancianofiera Franco Ferrante, annunciando che sul documento attualmente in discussione, il confronto non è ancora concluso.
«E' in gioco il futuro della Fiera – commenta Ferrante – e il suo ruolo di volano e promozione dell'economia regionale. Per questa ragione siamo pronti a valutare ogni tipo di contributo migliorativo».
Già diversi consiglieri di amministrazione hanno proposto alcune modifiche e integrazioni, alcune delle quali erano contenute già in un precedente piano elaborato dal precedente cda.
Una volta trovata la sintesi su contenuti condivisi, il piano all'approvazione sarà portato all’attenzione dell'assemblea dei soci. Legata al programma di rilancio del Consorzio, c'è anche la modifica dello Statuto dell'ente.
«Sono necessari alcuni cambiamenti – continua Ferrante – per adeguare lo strumento alle attuali necessità di gestione e alle scommesse che comportano gli attuali scenari produttivi, che dal 2008 a oggi sono stati completamente stravolti dalla crisi e dalle conseguenze che ha portato sugli assetti economici e finanziari mondiali. Per questo proporremo di snellire alcune procedure, garantendo un ruolo privilegiato ai soci fondatori della Fiera, ma consentendo anche nuovi ingressi nel capitale del Consorzio. Ritengo sia un passaggio nodale, per coinvolgere altre forze nelle sfide che ci attendono nei prossimi anni».
E sulle polemiche dei giorni scorsi, legate alle dichiarazioni di un esponente politico del centrodestra, Ferrante taglia corto. «A Lanciano – conclude – molti sono a conoscenza di quelle che sono state le vicende che hanno riguardato la Fiera negli ultimi 30 anni. Credo che adesso la nostra attenzione e i nostri sforzi vadano concentrati sul futuro, stendendo un velo pietoso su alcuni periodi del passato di cui ancora l'ente sta pagando le conseguenze».