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Pescara Parcheggi, si pensa ad un socio privato

Per il rilancio «apertura verso l’esterno»

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Pescara Parcheggi, si pensa ad un socio privato
PESCARA. Un socio privato ed un aiuto esterno per salvare Pescara parcheggi ed i suoi dipendenti.

E’ quanto è stato ribadito ieri durante la riunione del Tavolo tecnico-politico della maggioranza di governo di centro-destra al Comune di Pescara.
Ieri pomeriggio le forze politiche che sostengono il sindaco Albore Mascia hanno esaminato la tematica inerente Pescara Parcheggi, concordando sulla necessità di rilancio della società con un’apertura verso l’esterno. Prossima riunione martedì prossimo 20 novembre.
Erano presenti il coordinatore provinciale Pdl Lorenzo Sospiri, il capogruppo Pdl Armando Foschi e il vicecapogruppo Massimo Pastore, il capogruppo Udc Vincenzo Dogali, con il consigliere Vincenzo Di Noi e il vicesegretario provinciale Nico Liberati, il vicecapogruppo di Pescara Futura Marco Mambella, gli assessori alla Mobilità Berardino Fiorilli, alla Gestione del Territorio Marcello Antonelli e alle Finanze Eugenio Seccia, il Direttore Generale Stefano Ilari e il Dirigente del Settore Ragioneria Giovanni D’Aquino.
Come arrivare ad individuare un socio privato è ancora presto dirlo ed è probabile che la procedura sarà lunga. Di certo si dovrà scrivere e pubblicare un bando ed organizzare una offerta appetitosa per i privati che entreranno in una società (oggi totalmente pubblica) che ha dimostrato di avere gravi falle e carenze nella gestione tanto da arrivare a perdite ingenti di recente ripianate con fondi del Comune senza in realtà capirne le ragioni.
Un mese fa il Consiglio comunale di Pescara (quello che ha salvato il governo Mascia ) ha votato il ripristino del fondo da 20mila euro. Prima di trasferire invece alla società, che gestisce i posti auto a pagamento della città, il fondo da 100mila euro in conto capitale, occorrerà varare una modifica statutaria deputata al controllo interno dei conti, con la nomina del Collegio sindacale dei Revisori dei Conti o del Revisore unico. Nella versione originale della delibera il Pdl aveva previsto di procedere all’aumento del capitale sociale della società per la somma di 500mila euro. Il Pd però ha sostanzialmente imposto di approvare un emendamento con il quale ha ridotto da 500mila a 100mila euro la ricapitalizzazione, una condizione per rinunciare a fare ostruzionismo a tappeto.