POLITICA

Comune Casalincontrada: «indebitamento elevato, investimenti bloccati per anni»

Il capogruppo di “Casale Futuro” contesta le ultime scelte della giunta Di Luzio

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Sergio Montanaro

Sergio Montanaro

CASALINCONTRADA. Il capogruppo di “Casale e Futuro”, Sergio Montanaro, torna sulla questione delle aliquote Imu stabilite dal Comune di Casalincontrada.

E lo fa con toni sempre più accesi.
Montanaro sconfessa le riduzioni dell’imposta annunciate dal sindaco, Concetta Di Luzio che ha parlato di una contrazione del 2 % dell’imposta (da 9,6 a 7,6 per mille) sulle seconde abitazioni utilizzate dai parenti diretti (in contratto di comodato), di una riduzione del 2,6% per i terreni edificabili ricadenti nella zona P.A.I. (Piano di Assetto Idrogeologico).
«L’Imu sulla prima casa», ribatte Montanaro, «è passata dallo 0,4 (base) allo 0,5; l’imposta su altri fabbricati e terreni edificabili è salita dallo 0,76 allo 0,96; in questo schema c’è infine un’ assoluta mancanza di agevolazioni per i disoccupati ultrasettantacinquenni e beneficiari della legge 104/92».
«Il presunto sconto», dice Montanaro, «è frutto del nostro intervento (il riferimento è al suo gruppo) nel corso di due riunioni che hanno preceduto la discussione dell’imposta in Consiglio durante il quale non abbiamo espresso il voto per non legittimare questo salasso».
Secondo Montanaro l’applicazione delle aliquote è la spia «di un metodo amministrativo ricco di clientele».
Poi, il capogruppo estende il discorso dicendo che «la necessità finanziaria dell’Ente dall’Imu è di 500.000 euro, i tagli dei trasferimenti statali sono pari a 140.000 euro» e ricorda anche che l’Aca (Azienda comprensoriale acquedottistica) deve al Comune la somma di 73.500 euro per il 2011, e 18.000 euro per il 2012.
«Ancor più da tenere in considerazione », dice Montanaro, «è la situazione dell'indebitamento legata ai mutui: nel 2009 la percentuale di indebitamento era di circa il 12% ed è scesa al 10,34% nel 2011. Per legge, l'indebitamento nel 2012, deve scendere all'8%, nel 2013 al 6% e nel 2014 al 4%. Sino al raggiungimento dei parametri fissati non è possibile contrarre altri mutui e quindi fare investimenti sulle strutture che poi sono al servizio della cittadinanza. Ne consegue che l'Ente Comune di Casalincontrada sarà bloccato per anni ed anni e tutte le tasse che noi casalesi dovremo versare serviranno per cercare di ricoprire il buco derivato da scelte politico-amministrative ».
A preoccupare il capogruppo, infine, è il possibile aumento della tariffa sui rifiuti, la Tarsu, visto che negli altri comuni aderenti al Consorzio rifiuti del chietino, «si è dovuto obbligatoriamente aumentare la tariffa per le note vicende (il riferimento è alla crisi economica in cui versa il consorzio). Ai casalesi, invece, la tassa sarà fatta pagare senza dirglielo, così l’aumento della tariffa non inciderà negativamente sulle prossime elezioni ma solo sulle tasche dei cittadini