LA PROTESTA

Guardiagrele: «soldi per l’asilo destinati alla pineta»

Il gruppo “Guardiagrele Il bene in Comune” punta il dito contro l’amministrazione

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Guardiagrele
GUARDIAGRELE. «L’amministrazione di Guardiagrele utilizzerà i soldi destinati alla sistemazione dell'area di pertinenza dell'edificio Micro Nido in località Anello per un intervento di riqualificazione della pineta di largo Garibaldi».

Lo denuncia il gruppo consiliare “Guardiagrele il Bene in Comune”.
La decisione, secondo il gruppo, è contenuta nella delibera numero 173 del 23 settembre che sull’albo pretorio online del Comune è titolata “Opere ex Agensud - chiusura concessioni indirizzi per utilizzo somme erogate a saldo”. Sul sito Web del Comune però manca la delibera dunque è impossibile verificarne il contenuto.
La cifra che verrà distratta dall’asilo è pari a 80.035, 90 euro, secondo il gruppo, «ed il Comune ha giustificato la sua decisione avendo rilevato "l'apprezzabile flessione della richiesta di servizi per la prima infanzia"». Tesi che non convince affatto il gruppo.
«E’ difficile credere che in un momento in cui in tutta Italia c'è il problema dei posti disponibili negli asili nido», rileva “Guardiagrele il Bene in Comune”, «a Guardiagrele tutto vada bene. Oppure il nostro comune rappresenta un caso nazionale eccezionale. Se flessione davvero c'è stata, Salvi e Iezzi (assessore al sociale) non vedono il vero problema: le famiglie non hanno più i soldi per permettersi un simile servizio, e l'amministrazione dovrebbe aiutarle in questo invece che privarle di una possibilità che, tra l'altro, è un diritto».
Alle difficoltà nel pagare le rette si aggiunge il fatto che sempre più madri di famiglia sono costrette a non lavorare per badare ai propri figli.
Per non parlare del fatto che il quartiere dei Cappuccini, di Via Gramsci, Anello (dove sarebbe ricaduto l’intervento) è popoloso ed una simile struttura poteva essere utile ai residenti.
«Ma se proprio non si sapeva dove investire gli 83.000 euro», conclude il gruppo, «li si sarebbe potuti impiegare per le scuole, per le condutture idriche, per luoghi di ritrovo... insomma, dare un servizio alla collettività. La pineta può aspettare, i bisogni dei cittadini, in special modo dei bambini e delle donne, no».