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Sulmona, il sindaco non ha mantenuto gli impegni: mozione di sfiducia

Firmano nove membri dell’opposizione il documento che verrà discusso in Consiglio

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Sulmona
SULMONA. Una mozione di sfiducia per il sindaco di Sulmona, Fabio Federico.

E’ l’iniziativa di nove consiglieri di opposizione (Marinucci, Iannamorelli, Santilli, Gatta, Di Benedetto, Maceroni, De Deo, La Civita, Ranalli) che puntano il dito contro l’amministrazione Federico.
La mozione, che oggi verrà depositata a palazzo San Francesco, sarà votata nel corso del prossimo consiglio comunale e, per passare, richiederà 11 voti favorevoli.
Alla base dell’iniziativa, spiegano i consiglieri in un documento di una trentina di pagine, c’è la constatazione che il sindaco non ha mantenuto gli impegni presi nel mandato elettorale 2008-2013, e non è in grado di portarli avanti nei mesi di amministrazione che gli restano.
I consiglieri ritengono che l’amministrazione non sia stata in grado di attuare tutti gli altri atti di indirizzo approvati dal Consiglio comunale e che la mancata indizione delle procedure ad evidenza pubblica per i servizi comunali ha determinato un aggravio di spesa «pesante non più tollerabile per le casse comunali».
Secondo i consiglieri, inoltre, «il continuo aumento della pressione fiscale è un tradimento del mandato elettorale e può essere evitato da una seria e puntuale revisione della spesa corrente, che tuttavia l’attuale amministrazione non è in grado di compiere».
Gli impegni disattesi dall’amministrazione, secondo i consiglieri, partono dalla mancata creazione dell’ufficio relazioni con il pubblico (Urp) e del progetto per la rilevazione della soddisfazione degli utenti.
Anche il sito internet del Comune (che Federico si era impegnato a migliorare), «risulta uno dei peggiori d’Italia con un solo parametro positivo su 42 nel sistema di valutazione dei siti internet della Pubbliche amministrazioni, secondo il sistema di monitoraggio Magellano, ad opera del Governo».
C’è poi il problema della raccolta differenziata che doveva avvenire attraverso un sistema di “punteggi ambientali”, variabili a seconda delle quantità conferite; questo sistema, secondo i consiglieri, è rimasto sulla carta.
La long list continua e comprende: il mancato graduale rinnovo del parco macchine esistente con nuovi bus ecocompatibili (elettrici, a metano o ibridi), accessibili anche a persone diversamente abili e di piccola dimensione; il mancato servizio di autobus urbano a prenotazione telefonica; la mancata esternalizzazione del servizio nettezza urbana e trasporti (il servizio trasporti è ancora gestito direttamente dall’Ente); la mancata costituzione di una azienda multiservizi comunale cui conferire, compatibilmente con le normative nazionali e comunitarie, tutti i servizi comunali attualmente gestiti in economia o già affidati a terze entità ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico.
«L’amministrazione», sottolineano i consiglieri, «ha utilizzato ripetutamente e compulsivamente lo strumento del debito fuori bilancio soprattutto per l’acquisto di lavori e servizi manutentivi».


Sul fronte manutenzione pubblica, permangono gravi carenze. Non è stato realizzato il programma di manutenzione ordinaria e straordinaria della città; né il Parco Fluviale; né c’è stata la riqualificazione del centro storico. Per i consiglieri, inoltre, non sono state ultimate le opere relative alla viabilità delle frazioni, con il potenziamento delle strade di collegamento al capoluogo, la sistemazione delle intersezioni della viabilità urbana con quella extra urbana.
Il Consiglio comunale, nella sua attività di indirizzo politico amministrativo, secondo i consiglieri, ha deliberato misure post sisma, richiedendo l’inserimento della città nel cratere sismico, la conferma dei fondi per l’ospedale, l’utilizzo dei Map (moduli abitativi provvisori), l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione per la riparazione del Liceo Classico nonché interventi straordinari di prevenzione sismica, ma nulla di ciò è stato attuato.
«Anzi», sottolineano i consiglieri, «la ricostruzione è avvenuta a Sulmona con gravi ritardi legati alla gestione poco dinamica dell’Ufficio Sisma, ad una scarsa informazione e all’appesantimento della burocrazia che hanno generato ritardi, aggravi di spese per l’emergenza».
Stessa cosa dicasi per il sociale. Il Comune nella sua attività di indirizzo politico amministrativo ha deliberato in merito alle questioni relative alla riforma dei livelli di accesso alle prestazioni di welfare comunale, riorganizzando le fasce di povertà ed indigenza a livelli più adeguati all’attuale condizione economica, senza che tali provvedimenti fossero mai adottati.
Infine il Consiglio comunale ha deliberato in merito alle questioni relative all’ambiente, prevedendo che il Comune si facesse capofila di una azione di monitoraggio e studio della qualità dell’aria, senza poi portare a termine questo studio.
I risultati ottenuti, ricorda l’opposizione, «sono stati invece la cancellazione dei fondi per miglioramento tratta ferroviaria, l’ esclusione di Sulmona dal cratere sismico, la soppressione unità operative complesse dell’ospedale».
m.b.