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Morgante contro Piccone: «Ecco la vera faccia della politica a Celano»

L’ex vice sindaco contesta l’amministrazione Piccone: scontro interno al Pdl

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Filipppo Piccone

Filipppo Piccone

CELANO. L’imprenditore, senatore, sindaco, coordinatore, Filippo Piccone visto dagli occhi di un ex vice sindaco, forse molto risentito.

Il consigliere di Celano, Elio Morgante (Pdl), ex vicesindaco, tuona contro l’amministrazione Piccone. E lo fa denunciando quelle che a suo dire sono le falle del sistema centrodestra, in particolare di quello Piccone. Un sistema cui fino a poco tempo fa apparteneva.
Morgante è stato silurato dalla Giunta Piccone perché, almeno questa è stata la spiegazione di facciata, era venuto meno il rapporto di fiducia tra i due. Ed oggi il consigliere vuota il sacco «visto che nessun politico di turno riuscirà mai a imbavagliare la libertà di espressione, né tanto meno le coscienze e la dignità delle persone: non dobbiamo permetterglielo».

«IL PDL NON HA PAGATO LE SPESE ELETTORALI»
La critica parte dalle spese elettorali non pagate dal Pdl alla macchina organizzativa elettorale. Morgante ricorda che ci sono numerosi creditori (personale per l’affissione di manifesti, hostess, collaboratori) che attendono ancora di ricevere soldi per le prestazioni svolte per conto del Pdl (il cui coordinatore regionale è Piccone) nell’ultima campagna elettorale a L’Aquila ed Avezzano.
Cosa osta al pagamento? Si chiede il pidiellino, «forse problemi di soldi? Non sembra, visto che nella campagna di tesseramento 2011 lo stesso coordinatore regionale vantava circa 45.000 tessere in Abruzzo di cui 1.500 solo a Celano. Dove sono finite queste ingenti somme visto che chi scrive e come me tanti altri, a tutt’oggi ancora non riceve la tessera PdL del 2011? Oppure la domanda deve essere rivolta al suo fedele coordinatore provinciale nonché capo staff alla provincia con stipendio di € 6.000,00 al mese?».
Morgante chiede la pubblicazione di tutte le spese del partito anno 2011, con relativa fatturazione, «in modo tale che i rappresentanti possano recuperare qualche simpatia e non finire come nel Lazio dove si sapeva e si incassava».

«FOTOVOLTAICO: IL COMUNE CI PERDERA’»
Sulla realizzazione dell’impianto fotovoltaico in località Paduli di Celano su un’area oggetto di ritrovamenti archeologici, «il Comune ci perderà e la ditta privata ci guadagnerà». Morgante ne è convinto e tira fuori alcune cifre: «Piccone ci spieghi come mai la ditta che si aggiudicherà la gara guadagnerà al netto delle spese 12.000.000 di euro all’anno per vent’anni», dice, «ed il comune di Celano solo 1.200.000 euro all’anno per vent’anni? Perché non si è fatto in modo che succedesse il contrario?».
Per l’ex sindaco l’impianto poteva essere utilizzato attraverso una società «le cui azioni a prezzo popolare sarebbero potute essere acquistate dai cittadini e dal Comune, così da ricavare i soldi per la realizzazione per poi spalmare, negli anni futuri, i benefici al comune e ai cittadini che hanno fatto il piccolo investimento e non, come invece avviene, a un solo privato, che tra l’altro, potrebbe risultare amico degli amici».
Sull’impianto fotovoltaico piovono da tempo anche le critiche del Pd locale che ha sottolineato dubbi sul progetto preliminare del parco.
I consiglieri comunali del Pd Carlo Cantelmi, Antonello Di Stefano, Aniceto Ciaccia, Calvino Cotturone, Nazareno Tiberi e Daniele Bombacino nel novembre 2011 si sono attivati presso la Soprintendenza per avere informazioni dettagliate sulle operazioni di scavo in corso. Nonostante la mancata acquisizione del parere, secondo il Pd, «il sindaco è andato avanti facendo pubblicare nel dicembre 2011 il bando di gara per la scelta dell’impresa alla quale affidare la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione dell’opera».
Se il Comune poi deciderà di non rendere l’indennizzo per l’espropriazione dell’area su cui sorgerà la struttura (ipotesi possibile, come annunciato in un recente incontro pubblico in Comune), a perderci saranno anche i proprietari terrieri.

ACQUA: CITTADINI STROZZATI DALLE BOLLETTE
Anche sul problema del servizio idrico a Celano l’amministrazione Piccone «ha fatto acqua» secondo Morgante.
Il debito di questo Ente, secondo il pidiellino, «ammonta a circa 51 milioni di Euro e solo per collaborazioni e consulenze nel bilancio 2011 risultano spese di collaborazione pari a €399.457,37 spese di assistenza pari a €17.017,85; spese legali pari a €181.499,94; prestazioni occasionali di servizio €26.665,16; consulenze varie €62,655,69; spese per servizi terzi €140.322,74; prestazioni professionali €60.347,44; rimborsi spese per prestazioni professionali €43.638,98, per un totale di € 931.605,1»7.
«E’ chiaro che con queste folli cifre», ha detto Morgante, «la tariffa qui a Celano, dove l’acqua nasce tra le case, è diventata il doppio rispetto a quella nella città di Bologna e, a breve, un litro di acqua costerà più di un litro del nostro sangue. Con la scusa di tamponare lo spreco di acqua, alimentano sempre più lo spreco del nostro denaro dovuto a una gestione che definisco, per essere buono, clientelare e fallimentare per la collettività. Il sindaco che ha un suo nominato alla vice presidenza, perché non è mai intervenuto? Forse perché deve difendere la poltrona presidenziale dell’Aciam».
C’è poi il problema dell’installazione dei nuovi contatori a Celano, le cui operazioni sono state accompagnate da una campagna di informazione giudicata inadeguata. Infatti, giorni fa, in Comune si è tenuto un incontro che ha deciso l’immediata interruzione delle operazioni di installazione dei contatori per 15 giorni e l’istituzione di un ufficio ad hoc che affiancherà gli operatori del Cam, in grado di dare le risposte ai cittadini. Tra le misure decise c’è anche una campagna di informazione che prevede l’affissione di manifesti e l’invio di lettere ai cittadini contenenti informazioni sui costi da sostenere per le operazioni di sostituzione.
«I cittadini di Celano», ha concluso Morgante, «sono costretti a subire anche le minacce di raddoppio della tariffa nel caso di rifiuto dell’installazione dei nuovi contatori, tenuti per circa 11 lunghi anni ad arrugginire in magazzino».