RIFIUTI

«Crisi rifiuti nel Chietino verso la soluzione»

Il presidente del Consorzio rifiuti chietino: «presto la riapertura dell’impianto nel vastese»

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«Crisi rifiuti nel Chietino verso la soluzione»

CHIETI. Ammette che qualche problema c’è stato, forse più di uno. Ma la fase critica è passata ed ora bisogna guardare al futuro.
E’ lo spirito del presidente del Consorzio rifiuti chietino, Adamo Carulli, intervenuto dopo le polemiche scatenatesi nei giorni scorsi sulla gestione del Consorzio da lui presieduto.
Il presidente ha annunciato la riapertura dell'impianto del vastese, all'inizio di novembre, ed ha spiegato come i 20 Comuni del Consorzio abbiano affrontato il problema rifiuti.
Fino alla prima metà di ottobre il Civeta di Cupello ha accolto la metà del quantitativo prodotto (circa 50 tonnellate settimanali), la restante parte veniva e viene accolta all'impianto Aciam di Aielli. «La chiusura ai Comuni extra consorzio della struttura del vastese», ha precisato Carulli, «ha determinato una sofferenza che siamo riusciti a gestire grazie all'impianto Aciam di Aielli, a cui abbiamo mandato cica 20 tonnellate settimanali in più».
Carulli ha insistito sulla tecnica del compostaggio domestico che consente alle famiglie di riciclare i rifiuti organici. Questo metodo, condiviso anche dal sindaco di Tollo, Angelo Radica, ha consentito di ridurre la produzione di organico tanto da evitare l'invio dei materiali biodegradabili fuori regione. «L'eventuale ricorso a impianti autorizzati della Puglia e dell'Emilia-Romagna» ha spiegato Carulli, «avrebbe fatto lievitare i costi seppur per qualche settimana di impellente necessità».


E’ per questo che il presidente continuerà a chiedere ai cittadini dei Comuni del Consorzio chietino di fare compostaggio domestico. «Il territorio di cui sono presidente del Consorzio, dall'agosto scorso», ha detto, «è un luogo dove fare il compostaggio e riciclare in economia gli scarti vegetali è cosa facile. I rifiuti rappresentano sempre più una risorsa, piuttosto che un problema da gestire. L'intelligenza di una classe dirigente e amministrativa locale sta nel come avviare processi virtuosi di economicità dei servizi pubblici, piuttosto che polemizzare sulle situazioni pregresse. Ribadisco che solo riducendo il quantitativo dei rifiuti prodotti possiamo avviare una seria ed economica fase di gestione del settore, accompagnata al riuso di ciò che, per assurdo, buttiamo nella pattumiera. Su scala nazionale mi attendo che il legislatore possa obbligare imprese e industrie a produrre meno imballaggi possibili».
Qualche giorno fa il capogruppo di Casale e Futuro, Sergio Montanaro, ha criticato l’atteggiamento di Carulli rilevando qualche incoerenza.
«Il presidente parla di raccolta differenziata dei rifiuti», ha detto Montanaro, «dopo che lui stesso da sindaco di Roccamontepiano è stato tra gli ultimi del consorzio ad attivare tale servizio».
Restano in piedi i problemi legati alla gestione del Consorzio che negli anni ha accumulato debiti per 3 mln di euro ed ha subito un enorme colpo con la chiusura, nel 2008, della discarica di Fara Filiorum Petri.