RIFIUTI

Crisi Consorzio chietino rifiuti. Montanaro: «Troppi sprechi, la Regione intervenga »

Montanaro: «presto un aumento di tariffe per i cittadini»

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Crisi Consorzio chietino rifiuti. Montanaro: «Troppi sprechi, la Regione intervenga »

CASALINCONTRADA. Le difficoltà del Consorzio dei rifiuti chietino preoccupano il capogruppo di Casale e Futuro, Sergio Montanaro che punta il dito contro il presidente, Adamo Carulli.

Montanaro critica la soluzione invocata dal presidente (la raccolta differenziata) per risolvere la crisi, «visto che Carulli parla di raccolta differenziata dei rifiuti dopo che lui stesso da sindaco di Roccamontepiano è stato tra gli ultimi del consorzio ad attivare tale servizio». Giorni fa il sindaco di Tollo, Angelo Radica, ha lanciato l’idea del compostaggio domestico per ridurre i costi di conferimento dei rifiuti in discarica.
Il problema e quindi la soluzione, secondo Montanaro vanno invece ricercati nei debiti e negli sperperi che si sono accumulati negli anni nel Consorzio.
Si parla di circa 3 mln di debiti per mancata riscossione delle cartelle e per impiego su altre voci di bilancio dei proventi della tassa sui rifiuti. Una situazione probabilmente frutto dell’aumento delle tariffe per il conferimento in discarica dei rifiuti. Molti Comuni si sono così trovati in difficoltà nei pagamenti e sono diventati morosi nei confronti del consorzio. Se gli Enti accumulano debiti e interessi passivi verso il Consorzio, il Consorzio alimenta debiti e interessi passivi verso il braccio operativo Consac che a sua volta è costretta a indebitarsi con le banche per sostenere i costi aziendali.
A peggiorare il quadro si aggiunge il fatto che nel 2008 la discarica di Fara Filiorum Petri è stata chiusa lasciando a piedi i Comuni. Per far fronte a questa situazione, il Consorzio ha deciso di affidarsi all’Emilia Romagna o alla Puglia per lo smaltimento dell’organico.
«Adesso» dice Montanaro, «pare invece che il problema sia la mancanza di volontà dei cittadini di separare il materiale in raccolta. Si ha questo coraggio dopo che la discarica consortile è stata chiusa nel 2008, ben 10 anni prima della valutazione fatta da costoro che ancora siedono nell’assemblea dei sindaci, e che è stata riempita anche da comuni fuori consorzio che addirittura non hanno ancora pagato».


Il capogruppo ha poi ricordato che nessuna azione di recupero è stata fatta negli anni nei confronti dei comuni morosi, che nella formulazione delle prime tariffe ci si è posti sul mercato con prezzi di conferimento talmente bassi da non poter garantire la manutenzione della discarica oltre che la normale attività. Si sono sperperati centinaia di migliaia di euro per commissionare lavori di progettazione per impianti non realizzabili e tuttora si è in forte ritardo con l’impiantistica.
«Si è consumato tutto il ristorno del Conai che sarebbe dovuto andare ai Comuni», ha detto Montanaro, «e quindi ai cittadini che fanno diligentemente la differenziata secondo i vari regolamenti redatti ed in uso. Quindi la mancata adozione del compostaggio domestico nei vari comuni è ascrivibile solo ed esclusivamente ai sindaci ed ai componenti il cda che non si sono attivati in tempo. Sul consorzio e sulla Consac pesano ingiunzioni di pagamento e contenziosi per progetti mai realizzati gravate di spese legali per centinaia di migliaia di euro. Così come lo sperpero per centinaia di migliaia di euro ogni anno per la raccolta, trasporto e smaltimento del percolato della discarica. A questo si sommano i costi per la post chiusura della discarica, tra l’altro in grave e pericoloso ritardo per la messa in sicurezza. Non c’è poi nessuna trasparenza sugli atti e sulle attività del consorzio, compresa la costruzione della piattaforma a Fara Filiorum Petri, con fondi pubblici. A tutto questo è da aggiungere il debito crescente nei confronti delle banche aggravato dal crescente aumento esponenziale degli interessi che a breve saranno scaricati sui cittadini».
Montanaro ha fatto appello alla Regione Abruzzo affinchè metta fine a questo sperpero di denaro pubblico, commissariando il consorzio. Il capogruppo ha detto che darà incarico all'associazione per la difesa dei diritti dei consumatori dei consumatori Codici di verificare se c’è la possibilità di una class-action e altre iniziative per tutelare i cittadini dei 20 comuni consorziati.