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Chieti, Di Primio silura il vice sindaco Di Paolo: «imbarazza l’amministrazione»

La decisione era nell’aria

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Bruno Di Paolo

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CHIETI. Una scelta obbligata, pare di capire dalle parole del sindaco.
Perché ormai la distanza tra il vertice dell’amministrazione e il suo vice sembrava incolmabile ma non solo, rischiava di trascinarsi dietro anche il primo cittadino. La decisione del sindaco non è stata improvvisa ma meditata per alcuni giorni insieme ai suoi uomini.
«Il dottor Angelo Di Paolo», ha annunciato poi il sindaco di Chieti giovedì sera poco dopo le 19, «da oggi non è più vice sindaco». Gli viene contestato che «durante le assenze del sindaco per impegni istituzionali, Di Paolo, nonostante il ruolo di vicario assegnatogli, si è spesso reso protagonista di azioni non concordate e che hanno posto in serio imbarazzo l'amministrazione, facendo di fatto venir meno il rapporto fiduciario connesso a tale carica».
E nel provvedimento adottato poco fa dal sindaco si capisce ancora meglio di cosa si sta parlando. Si fa riferimento, infatti, a «numerose esternazioni pubbliche rese in particolare sul personale dell’ente» ma anche ai «giudizi espressi sui rappresentanti delle organizzazioni sindacali, atti questi che si discostano sensibilmente dalla linea dell’amministrazione comunale, e che hanno seriamente minato la stabilità dei rapporti tra la giunta e la struttura amministrativa del Comune».
Nei giorni scorsi Di Paolo aveva annunciato l’intenzione di dimezzarsi lo stipendio e aveva auspicato che anche i suoi colleghi assessori facessero altrettanto «per dare un segnale». «Gli do due mesi di tempo», aveva detto, «poi lancerò una petizione popolare». Inoltre si era scagliato contro quelli che entrano in politica solo per prendere lo stipendio.
Adesso Di Paolo resterebbe comunque ancora assessore ai Servizi Cimiteriali (sempre che non si dimetta lui dopo le parole del primo cittadino). Nei mesi scorsi gli era stata già sfilata la delega al personale per aver definito alcuni dipendenti «fannulloni»