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Articolo 18, sul manifesto di Rc le facce degli onorevoli «colpevoli»

In corso una raccolta firme per ripristinare l’ articolo 18

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Articolo 18, sul manifesto di Rc le facce degli onorevoli «colpevoli»
ABRUZZO. Ci sono le facce di esponenti di Pdl, Pd, Udc e Fli.

Per il Popolo delle Libertà si riconoscono Fabrizio Di Stefano, Filippo Piccone, Paolo Tancredi, Carla Castellani, Giovanni Dell’Elce, Paola Pelino, Maurizio Scelli.
Per il Partito Democratico ci sono Franco Marini, Giovanni Legnini, Vittoria D’Incecco,  Tommaso Ginoble, Giovanni Lolli, Lanfranco Tenaglia, Livia Turco.  E poi Daniele Toto di Futuro e Libertà e Ferdinando Adornato dell’Unione di Centro.
Sedici volti, tutti stampate sul manifesto del Partito di Rifondazione Comunista.
Sono le facce degli onorevoli che si sono fatti eleggere in Abruzzo e che hanno votato le misure lacrime e sangue; i parlamentari di Pd, Pdl, Udc e Fli che nel nome del «ce lo chiedono l’Europa e i mercati» impongono «sacrifici necessari», ha detto il Prc.
Sopra i volti campeggia una scritta a caratteri cubitali: «tutta colpa loro con il voto dei parlamentari abruzzesi di Pd, Pdl e Fli sei più precario: manomesso l’articolo 18».
Il volantino accompagna la raccolta firme del Prc che invoca la proposta di legge di iniziativa popolare per istituire anche in Italia il reddito minimo garantito, ed un referendum sul ripristino dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori sulla cancellazione dell'articolo 8 della manovra di ferragosto che consente alle aziende di derogare alle leggi e contratti collettivi, sull'abolizione della diaria dei parlamentari.
Secondo il partito bisogna fare una seria distinzione tra  «casta e politici. Perché una casta esiste e non è formata dalle militanti e dai militanti che ogni giorno si spendono in politica, nei partiti, nelle associazioni, nei comitati per difendere un territorio o per lottare per migliori condizioni di vita. Una casta esiste ed è lontana anni luce dalle persone in fila per firmare per il ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, la cancellazione dell’articolo 8 della manovra di Ferragosto e per l’abolizione della diaria dei parlamentari. Una casta esiste e pratica quello che Gramsci definiva cadornismo e cioè la persuasione che una cosa va fatta perché ritenuta giusta da chi comanda».
Di fronte a quei volti, racconta Carmine Tomeo responsabile Prc Abruzzo, «in questi giorni si sono fermati in centinaia nei mercati e nelle piazze abruzzesi. Qualcuno, ha espresso comprensibile rabbia per l’enormità di quei sacrifici necessari, qualcun altro ha espresso sdegno con frasi del tipo: “io non voto per i politici ladri bastardi”. Persino un ex militante di estrema destra, che non ha abbandonato le sue idee ha voluto mettere la sua firma per una giusta causa. Infine, un segretario cittadino dell’Udc ha rifiutato il volantino ed ha apposto la sua firma sui quattro moduli».