LA POLEMICA

Vasto, allarme punteruolo rosso. L’assessore pensa a soluzioni…

E l’ambientalista Ivo Menna non è soddisfatto: «soluzione del problema non sostanziale»

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VASTO
VASTO. Una cosa è certa: il punteruolo rosso (fastidioso parassito delle palme) va combattuto.

Sui modi c’è qualche divergenza, così come sulla gestione del verde in generale, a Vasto.
L’assessore all’Ambiente di Vasto, Anna Suriani, è intervenuta sull’emergenza punteruolo rosso che sta infestando le palme (circa 500 esemplari) che tappezzano il territorio. Ed ha proposto delle soluzioni: dalla potatura, alla cura, ai controlli.
La questione è stata attenzionata dall’ambientalista Ivo Menna del comitato “La nuova Terra”. Menna ha parlato del problema ed ha proposto soluzioni per le gestione del verde, come l’applicazione della legge Rutelli numero 113 del 1992 che obbliga i Comuni a piantumare alberi per ogni bambino nato.
Del problema, come detto, si è interessato il Comune tanto che, ha detto la Suriani, «l’Ente ha previsto un apposito capitolo nel bilancio 2012, finalizzato alla lotta al parassita».
Nei giorni scorsi l’ufficio servizi del Comune, in collaborazione con l’Arssa Abruzzo ha predisposto una serie di interventi affidandosi ad una ditta specializzata nel settore che ha già operato con successo nel passato.
I protocolli d’intervento previsti da risoluzioni nazionali e regionali prevedono una serie di azioni a più livelli quali il monitoraggio, la pulizia, la potatura effettuata secondo determinate procedure propedeutica al trattamento fitoterapico sia di tipo curativo per le piante colpite, che preventivo nei confronti delle piante sane, teso a contrastare l’ingresso del parassita.
Ma l’impresa non sarà facile, ha annunciato l’assessore, «poiché la stessa comunità scientifica è divisa sulle strategie di lotta al punteruolo rosso che, allo stato attuale delle conoscenze, non si confermano essere sempre risolutive, come ben sanno molti comuni italiani che hanno assistito alla progressiva sparizione di queste piante dal loro territorio».
C’è poi il problema delle palme che insistono su terreni privati e che andrebbero controllate alla stregua di quelle pubbliche, altrimenti rischiano di vanificare gli sforzi compiuti.


L’assessore ha poi ricordato la cura e l’attenzione rivolta al verde della città: «in questi anni sono tornati a rifiorire angoli di Vasto prima trascurati ed assediati da erbacce, come i giardini di Palazzo d’Avalos, la loggia Ambling, via Adriatica, Belvedere Romani, Piazza Rossetti, la Villa Comunale, via Alborato, Sant’Onofrio anche in virtù di un regolamento comunale da noi adottato che ha visto la sinergia tra il comune e molti operatori commerciali».
Per Ivo Menna se da un lato l’interessamento del Comune è lodevole dall’altro, «sembra che l’assessore non entri nel problema sostanziale». Perché, chiede Menna, «non investire il Corpo forestale dello Stato, per la consulenza gratuita e la sistemazione nel vasto territorio e specie nelle zone scoscese e sottoposte a dissesto e frane, di una vegetazione sensibile e adeguata alla geomorfologia del nostro territoriosenza spesa alcuna per il Comune? Perché non cominciare a pensare a realizzare un altro polmone verde da realizzare nel parco Diomedeo : un grande patrimonio pubblico allo stato attuale abbandonato e isolato? Non sarebbe auspicabile allestire un orto botanico di cui la città avrebbe estremo bisogno e che rappresenterebbe un nuovo elemento per il turismo culturale e ambientale? E perché l’assessore Suriani, il cui partito Sel così attento e sensibile alla riconversione ecologica, non indica un progetto che dia occasione ai giovani per costituire cooperative o piccole imprese di lavoro verde, e non propone alla Giunta comunale questa nostra idea che sarebbe accettata da tutti? Non ci sono a Vasto risorse umane e competenze per affrontare questa sfida? Utilizzare i diecimila euro regionali per iniziare questo percorso formativo e di lavoro alternativo non sarebbe cosa utile e buona in tempi di drammatica crisi e di assenza di lavoro