URBANISTICA E POLITICA

Francavilla, Sel: «stallo sul piano regolatore generale»

Sel ed “Uniti a Sinistra” portano avanti la raccolta firme “opzione cemento zero”

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Francavilla, Sel: «stallo sul piano regolatore generale»
FRANCAVILLA. Un piano regolatore generale fermo al 1998. Uno studio commissionato alla facoltà di Architettura di Pescara nell'ottobre 2011 e propedeutico allo strumento urbanistico. Nessuna soluzione all’orizzonte.


E’ la fotografia scattata da Sel e Uniti a Sinistra sulla politica urbanistica di Francavilla.
Ad un anno e mezzo dall’insediamento della Giunta Luciani, hanno incalzato Tiziano Sangiuliano (Sel) e Moreno Bernini, Tonino Paolucci e Mario vacca (Uas), «non c’è stato confronto tra le forze politiche, le associazioni e la città intera al fine di predisporre le linee per un nuovo strumento urbanistico. Sappiamo solo che lo studio commissionato all’Università D’annunzio, o meglio ad un gruppo di lavoro coordinato dal alcuni professori della stessa, è arrivata ad una conclusione ovvia: Francavilla non ha più necessità di altro cemento».
I due gruppi hanno fatto sapere che stanno portando avanti la raccolta firme “opzione cemento zero” aperta anche alle forze politiche che credono nel concetto di sviluppo sostenibile.
I gruppi, che hanno espresso la loro visione su alcune questioni di rilevanza territoriale pensano che «questo inspiegabile ritardo dell’amministrazione sul prg potrebbe portare a conseguenze fortemente dannose per la città».
Per quanto riguarda Palazzo Sirena al centro di un’accesa polemica circa le sue sorti, Sel ed Uas hanno bocciato «interventi singoli (rifacimento marciapiedi e taglio alberi viale nettuno, abbattimento del palazzo) non rientranti in un progetto più ampio relativo alla riqualificazione dell’intero cuore della città».
L’idea dei gruppi è di dare luogo ad un vero e proprio “concorso di idee” e verificare quale sia la soluzione migliore per il Palazzo visto che la questione «non può essere limitata alle riduttive posizioni “abbattimento sì/abbattimento no” che si leggono sul web».
Sel ed Uas hanno richiamato anche «il caso di Pescara (alberghi, residenze e spazi commerciali in previsione vicino al “ponte del mare”) evidenziando che se un Comune non ha le idee chiare e non adotta le opportune decisioni, vi è il pericolo concreto di un’aggressione nei confronti del territorio anche dove è presente una pianificazione recente».
Il rischio a Francavilla è forte, «visto che la pianificazione è ferma al prg del 1998; i vincoli ad esproprio sono tutti decaduti, quelli conformativi attuati in parte e male (come 7/B ex industriali lungo la Nazionale Adriatica); le zone inedificate sulla zona 15 (ferrovia mare) e pedecollinare sembrerebbero esaurite (anche se alcuni interventi di ristrutturazione edilizia e di nuova edificazione in questa zona sembrerebbero riesumare le speculazioni degli anni ’70), e gli appetiti si stanno pericolosamente spostando verso la collina e la campagna».
I gruppi hanno espresso anche un parere anche sul porticciolo turistico di Francavilla in preda all’abbandono totale: «se ne sentono e se ne dicono tante», hanno detto, «e vorremmo una chiara presa di posizione dell’amministrazione Luciani dalla quale ci aspettiamo una risposta alle ripetute proposte formulate dal Comitato per la Difesa del Litorale di Francavilla. Abbiamo dimostrato, in questi anni, che la sinistra ha la capacità e l’esperienza per mettere in campo proposte e soluzioni fattibili ai problemi, come attesta anche l’ultimo contributo alla soluzione del rifacimento dei marciapiedi per la salvaguardia dei tigli di viale Nettuno. La città di Francavilla, che tutti amiamo, merita un’attenzione ben diversa su questi temi, che non si riduca alle sole decisioni prese nel “Palazzo”, ma che dia reale spazio al dialogo con i cittadini